bilancio
Far decadere gli emendamenti nella legge di Bilancio che prevedono la defiscalizzazione per gli stipendi dei medici a fronte di un ulteriore aumento cash degli stessi stipendi. E’ questa l’ipotesi prospettata ai sindacati di categoria dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che oggi ha convocato per un incontro le varie organizzazioni di medici ed infermieri. Lo rende noto all’ANSA Pierino Di Silverio, segretario del maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao Assomed. «Questa - ha commentato Di Silverio - ci pare una posizione ideologica da parte del Mef, della quale non comprendiamo la ratio»
- «Che lo Stato voglia defiscalizzare gli stipendi dei medici o che invece voglia stanziare più risorse 'cash' per aumentare ulteriormente gli stipendi, la cosa importante è che ai nelle tasche dei medici arrivino stipendi più pesanti». Così all’ANSA il presidente del sindacato Cimo-Fesmed, Guido Quici, commenta l’ipotesi prospettata dal ministro della Salute alle organizzazioni sindacali di ulteriori aumenti invece della annunciata defiscalizzazione, quale possibile misura in manovra.
«Infatti - spiega Quici - non è detto che la defiscalizzazione resti come misura strutturale, dal momento che è comunque possibile revocarla con successive leggi di Bilancio. Per noi, dunque, la priorità è ottenere stipendi più dignitosi, indipendentemente dalla strada che si sceglie per arrivare a tale obiettivo».
Il «vero problema - prosegue il leader sindacale - è tuttavia strutturale, ed è la mancanza di visione da parte del governo. Finora, infatti, sono stati distribuiti fondi senza una vera visione: i fondi sono stati dati alle Regioni, ma queste molto spesso non li hanno poi utilizzati per la sanità. Oppure sono stati dati al settore della sanità privata, che però non ha ancora rinnovato il contratto dei dipendenti. Insomma, finora le risorse non sono assolutamente giunte ai medici. Il punto è che con o senza defiscalizzazione - conclude Quici - il dato di fatto è che le risorse economiche non ci sono, perchè gli annunciati 17 euro di aumento al mese sono davvero una vergogna».
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