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"Noi che abbiamo gli affetti a pochi km ma fuori regione: l'ingiustizia continua'

"Noi che abbiamo gli affetti a pochi km ma fuori regione: l'ingiustizia continua'

16 Maggio 2020, 10:49

A intervenire è una lettrice, Chiara, che torna a sollevare la situazione di chi ha congiunti o affetti in un'altra regione e che "si sente abbandonato in questa fase 2 del coronavirus".

"Ancora una volta è stato un “no” -quello del Governo- “non potrai vedere la tua famiglia o i tuoi affetti se si trovano in un’altra regione rispetto alla tua, potessi distare anche solo una manciata di chilometri”. Tutte le persone che si trovano oggi in questa situazione, si sentono veramente deluse da chi ha deciso di non rappresentarli e assimilare i loro spostamenti a quelli del turismo, dello spostamento libero tra regioni e forse anche con l’estero - scrive -. Ci si sente inermi davanti ad un’ingiustizia che non è più questione di sicurezza di fronte al virus. Dal 18 maggio potrai andare al ristorante, per negozi, dall’estetista, vedere gli amici e andare anche al mare o in montagna, senza giustificare più i tuoi spostamenti. Ma vedere chi ami, quello no. Solamente perché c’è quel limite invalicabile che vi divide. La vostra distanza era stata sempre di soli 10km, un niente, ma da ora sono 3km di Lombardia e 7km di Emilia-Romagna e sommati non sono più quei pochi 10km. Perciò, nonostante la rabbia di non essere stati ascoltati, vorrei ringraziare tutte le persone che nonostante le difficoltà di questo periodo hanno deciso di far sentire la propria voce a riguardo (sono stati ragionevoli e meritavano di avere gli stessi diritti degli altri, che già dal 4 Maggio si sono potuti ricongiungere) invece di trasgredire come tanti altri hanno fatto sperando di farla franca.”

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