Tanti i commenti al corsivo di oggi firmato da Katia Salvini sull'Oltretorrente, più di un'quartiere. Una delle zone più amate della città, ma anche una delle più controverse.
Un quartiere che fa discutere, che sta a cuore alla gente e che vuole rialzarsi. Dite la vostra su come si potrebbe aiutarlo a rialzarsi.
Oltretorrente è fette di case color pastello, battute in dialetto, botteghe che sono lì da quando sei nato, da sempre. Oltretorrente è nuove lingue, sapori, odori e colori che vengono da lontano, è facce che si muovono sospette nella notte, è nuovi commerci illeciti. Oltretorrente è accoglienza. Oltretorrente è diffidenza. Oltretorrente è tolleranza. Oltretorrente è insofferenza. E’ tutto questo insieme, ma anche un po’ di più. Oltretorrente, nonostante tutto, è anche fede. Quella fede che supera il confine del privato, che smette di essere una questione personale fra te e la tua coscienza e trabocca nelle strade, invade l’anima del quartiere. E’ spontanea devozione popolare che si materializza nei fiori sempre freschi e curati messi (con commovente puntualità) da una mano sconosciuta davanti all’immagine della Madonna col bambino che si trova nell’edicola votiva di borgo Guasti di Santa Cecilia. Oltretorrente è anche questo. E’ un’identità forte e profonda, radicata nella sua indole di gente che ha fatto le barricate, ma che ha un cuore pronto a battere per tutti. Perché Oltretorrente è... ditecelo voi (Nello spazio dei commenti, qui sotto)
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