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Luglio '73, quando eravamo a un passo dall'austerity

50 anni fa , la «lezione» del padre a pedali

50 anni fa La «lezione» del padre a pedali

02 Agosto 2023, 15:36

Aveva la vista lunga, Giovanni Giordani. O forse l'estroso e creativo professore di applicazioni tecniche aveva inquadrato la tempesta in arrivo grazie a un radar fai da te installato sul manubrio: ammesso riuscisse a scorgerlo, dato l'affollamento sul suo mezzo di locomozione.

La foto del ritaglio di Gazzetta che pubblichiamo qui di fianco ritrae Giordani in sella a una «vecchia» (così viene definita già dalla didascalia di allora) bici da donna, con il figlio di quattro anni Roberto più incastrato che seduto sul seggiolino anteriore, lo sguardo vigile e il mitra giocattolo tra le braccia, e il secondogenito Alessandro, due anni, «arrampicato» sulle sue spalle, fieramente imbragato nello zaino ad hoc.

Aggiungiamo le borse ai lati della ruota posteriore e otteniamo una perfetta bici familiare in marcia verso l'ombra del parco Ducale ancora immune dalla zanzara tigre e abitato da statue meno acciaccate.

Per quanto dolce, il prezioso e fragile carico non doveva rendere leggera la pedalata nella canicola dell'estate di mezzo secolo fa.

Ma il professore, spartano nelle sue braghette e con i piedi infilati in sandali da francescano, non sembra darlo a vedere. «In bici per risparmiare benzina» è il titolo che campeggia sulla foto: questo uno dei primi pensieri dell'amorevole padre.

Una ciclistica fuga in avanti, la sua: di lì a pochi mesi, dal 2 dicembre, sarebbe cominciata a tutti gli effetti la stagione del «motore spento» nei giorni festivi, come deciso dal Consiglio dei ministri presieduto da Mariano Rumor il 22 novembre. Austerity, venne chiamata quella pagina della nostra e dell'altrui storia, con un anglicismo che già sapeva di globalizzazione.

A esserne colpito fu un po' tutto l'Occidente, per effetto dell'aumento del prezzo del greggio, del calo della sua produzione deciso dai Paesi arabi dopo la guerra dello Yom Kippur e delle difficoltà di approvvigionamento dovute alla chiusura del canale di Suez.

Egitto e Siria avrebbero attaccato Israele solo in ottobre, ma le quotazioni del petrolio non avevano comunque atteso quell'evento per accendere fiammate.

Il lungimirante prof sarebbe almeno giunto allenato all'appuntamento con le domeniche senz'auto: la draconiana decisione trasformò a fine anno in legge dello Stato ciò che per gli italiani era già legge della tasca, per come vorticavano le cifre alle colonnine.

Correva l'anno 1973, ma sempre più avrebbe dovuto farlo a piedi o pedalando, mentre il costo della benzina aveva preso il volo. Il costo del barile, che fino al 1970 era stato di un dollaro, negli ultimi mesi del 1973 sarebbe arrivato a toccare i 9 dollari e 20 centesimi.

Cifre che ci fanno sorridere, così come le lirette allora pagate per il rifornimento, mentre è di questi giorni la notizia che nelle aree di servizio in autostrada la benzina al litro ha sfondato quota due euro e mezzo.

Consola fino a lì il pensiero che sia il prezzo del rifornimento servito: verde è il carburante e al verde resta il portafogli, una volta fatto il pieno.

Ma, a giudicare dal traffico, nemmeno questo scoraggia ad accendere il motore. Cinquant'anni sono trascorsi da quell'estate che fece da anticamera all'austerity.

Allora si cominciò a temere l'esaurimento dei giacimenti di petrolio, mentre oggi la paura è che si esaurisca ancora prima il pianeta. Mezzo secolo fa, un mondo fa...

A maggior ragione, potrebbe sostenerlo il compianto professore (se l'è portato via il Covid nel maggio del 2020, due mesi dopo l'80esimo compleanno), ora che le applicazioni tecniche non sono più nemmeno materia di studio alle medie. Ma, anche per il ricordo della gioia dei due bambini che chissà quanto se la spassavano in bici con lui, la lezione del padre ciclista resta valida: pedalare, risparmiare, prevenire.

Contro il caro benzina e per la cara madre Terra in ebollizione, esasperata dai figliastri a tutto gas.

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