×
×
☰ MENU

Seirs

Anoressia, bulimia, bullismo: arriva il camper dedicato ai giovani

Da fine dicembre il punto di ascolto mobile. «Creare un ponte con chi può aiutarli»

Anoressia, bulimia, bullismo: arriva il camper dedicato ai giovani

04 Dicembre 2024, 09:05

Arriverà agli eventi di quartiere, davanti alle scuole, ai mercati e ai luoghi di ritrovo dove è più facile incontrare loro: le persone più giovani. 

Avrà la forma del camper il nuovo progetto che Seirs Croce Gialla ha ideato per provare a intercettare in modo protetto i bisogni di chi ancora non ha trovato aiuto, in particolare tra ragazzi. Le priorità? Il supporto per i disturbi del comportamento alimentare e per il contrasto alle forme di bullismo e di violenza. Ma anche l'attenzione alle nuove povertà: quelle che fanno spesso rinunciare alle cure e a un'assistenza specifica. 

«Abbiamo l'esperienza di chi si avvicina a noi quando siamo in luoghi pubblici - spiega Luigi Iannaccone, presidente di Seirs -. Vedono i volontari e le volontarie in divisa, la prendendo alla larga ma poi, trovando ascolto, arrivano a palesare un problema. Ecco perché volevamo trovare una soluzione più protetta rispetto ai banchetti o davanti ai pulmini: per permettere a queste persone di parlare in modo riservato, senza esporsi molto».  Detto questo, specifica «non siamo poliziotti né altro: vogliamo diventare un ponte tra popolazione e istituzioni, mettendo in contatto chi ha bisogno con i servizi competenti, anche accompagnando quando si tratta di situazioni particolari».

Il camper è stato acquistato grazie a una donazione di Fondazione Monteparma e Chiesi spa, debutterà il 21 dicembre e sarà ben visibile il simbolo del laccetto viola, quello che indica il focus sui disturbi del comportamento alimentare: dall'anoressia alla bulimia al binge eating. «Da volontaria ho scoperto, facendo i trasporti verso le strutture, che è un problema  molto presente e anzi in aumento, soprattutto tra i maschi. Ma è altrettanto poco conosciuto, in particolare dalle famiglie - racconta una delle due coordinatrici del progetto, Paola Vismara Chiesi -.  Quando sei in divisa da soccorritore trovi una maggiore facilità per i ragazzi di venire a sfogarsi: forse hanno bisogno di una figura adulta “altra” e autorevole. Per questo pensiamo che il camper sarà un bellissimo punto di ascolto in più su questi temi». 

Si sta formando un gruppo ristretto di militi, che hanno già incontrato le specialiste della Neuropsichiatria infantile e della Pediatria dell'Ausl. E non si tratta solo di formazione, ma anche di legare attività e servizi che rischiano di muoversi separati, disperdendo risorse. 

«Chi ne ha avuto esperienza in ambito familiare, sa che si perde tantissimo tempo a capire quale sia la strada da prendere prima di arrivare nel posto giusto: a volte nemmeno medici e scuola sanno come affrontare disturbi dell’alimentazione gravi - continua l'altra coordinatrice, Brigitte Grusovin - . E invece il tempo stringe. Un anno è cruciale: vengono progressivamente intaccati tanti organi e si può arrivare anche a morire». Anche perché, come in altri casi, c'è di mezzo anche uno stigma: che si tratti di comportamenti sociali e non di veri disturbi psichiatrici. «E invece no: non possiamo liquidarle come fisime di ragazze e ragazzi e sminuire il loro dolore»

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI