San Prospero: l'episodio in via Quingenti
L'antenna di via Quingenti è crollata. I carabinieri indagano e tutte le ipotesi investigative sono al momento aperte. Soprattutto quella del dolo. Un gigante crollato. Così appare l'antenna telefonica che si trova nella frazione di San Prospero. Secondo i racconti dei residenti della zona, in particolare quelli che abitano tra il numero il civico 46 e il 54, alcuni quasi di fronte al punto del crollo del traliccio, l'episodio dovrebbe essere accaduto intorno alle 2,30 dell'altra notte, dal momento che alcuni, rincasando prima, l'hanno vista stagliarsi, come sempre, contro l'orizzonte. Un manufatto di proprietà di una società italiana del settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni elettroniche, non ancora attivo (i lavori sono ancora in corso) e che non è mai andato giù ai residenti. Un progetto che era stato inizialmente previsto in un punto diverso di via Quingenti ma che successivamente, dopo le proteste arrivate anche in consiglio comunale, era stato spostato da pochi giorni in quel campo aperto a pochi passi dalla strada. Ora quel gigante di ferro, a occhio e croce di oltre trenta metri per una decina di tonnellate, è meta di un pellegrinaggio di curiosi ma anche di residenti preoccupati. Si è accasciato su un lato, ma - è la domanda che in molti si fanno - «se fosse caduto in strada, magari mentre passava un'automobile, cosa sarebbe potuto accadere? Forse una tragedia. Sicuramente qualcosa di grave».

Così come si dividono sulle ipotesi: evento fortuito o doloso? Ancora presto per stabilirlo, anche se la seconda ipotesi non viene per nulla scartata dagli investigatori dell'Arma. «Avere questa antenna così vicina alle case non ci ha mai fatto stare tranquilli - è uno dei commenti - e i nostri timori, visto quello che è accaduto, non erano ingiustificati». Quella tra domenica e ieri è stata una notte agitata. C'è chi ha detto di aver sentito, intorno alle 2,30, un rumore molto forte, «come quando un aereo abbatte il muro del suono». Qualcuno, addirittura, ha pensato a un terremoto. Poi, all'alba, il «giallo» ha avuto la soluzione. O meglio, una parte del «giallo». Perché l'indagine prosegue.
I leghisti Fiazza e Bettati «Ora accertare le cause»
«Proprio la sera in cui il palo è caduto, sono passato in via Quingenti verso mezzanotte per riportare a casa un amico che abita lì e il palo era perfettamente in piedi. La mattina seguente sono stato contattato da questo amico e da alcuni residenti per segnalarmi l’accaduto». Lo dichiara Tommaso Fiazza, capogruppo della Lega in Regione. Fiazza e il consigliere comunale della Lega Andrea Bettati dichiarano: «Il fatto è gravissimo. Un’infrastruttura di queste dimensioni non può trasformarsi in un pericolo per le persone. Se si è trattato di un incidente, allora serve verificare con rigore pratiche, procedure e azioni di cantiere. Se invece dovesse emergere l’ipotesi di un atto volontario, sarebbe altrettanto grave: la protesta non può mai diventare pericolosa».
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