Lutto
Amava tantissimo le uniformi, specie quelle storiche, ma soprattutto si documentava su quello che quelle divise avevano rappresentato nella storia. Luciano Casolari, figura molto nota e stimata di storico, se ne è andato nei giorni scorsi all’età di 73 anni.
Stimato dipendente della Cassa di Risparmio di Parma, fece anche un’esperienza nel sindacato autonomo bancari Fabi. «Luciano - sottolinea Mario Bertoli, segretario provinciale Fabi - è stato un punto di riferimento per tanti colleghi e amici. Estremamente capace, uomo intelligente, determinato e anche divertente. Ci mancherà, e molto».
La sua grande passione, comunque, erano le rievocazioni storico-militari in uniforme d’epoca. Vestì gli abiti del capitano della fanteria napoleonica Lucien Chobert e guidò la «76eme Demi-brigade de Bataille». Una passione smisurata per Napoleone Bonaparte al punto di fare avvicinare Casolari al «re-enactment»: attività di ricostruzione storica, da tempo diffusa in Europa e negli Stati Uniti e solo da una decina d’anni giunta anche da noi al fine di ricostruire momenti di un periodo storico per riviverli in prima persona. Alla fine degli anni ‘80 Casolari contribuì a importare il «re-enactment» in Italia partecipando alla creazione del 111º Reggimento di Linea. Nel 1997 fondò, reclutandovi anche il figlio Nicola, la «76eme Demi-brigade de Bataille», unità realmente esistita. La divisione coordina lo sviluppo delle unità aderenti e la loro partecipazione alle rievocazioni nell’ambito dell’European Napoleonic Society, di cui Casolari fu referente per l’Italia.
Protagonista delle più importanti rievocazioni europee (Waterloo, Lipsia, Boutrange, Malta, Loano, Arcole, Rivoli, per nominarne solo alcune), Casolari anche in campo locale, realizzò iniziative storiche di successo. Nel ‘97 a Reggio Emilia comandò il picchetto della 76ª che apriva la sfilata del raduno degli Alpini concomitante con i festeggiamenti per il bicentenario del Tricolore.
Un’altra grandissima soddisfazione, Casolari, la visse nella nostra città in occasione della cerimonia del 186º anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. In quella sede intervenne con un suo picchetto in alta uniforme e con la bandiera della Repubblica Cispadana, lontano simbolo del processo di unificazione nazionale.
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