Il garante
Il carcere di Parma
«Si apprende che un numero cospicuo di detenuti dell’Alta sicurezza, si parla di diverse decine, degli Istituti penitenziari di Parma sono in partenza e destinati a carceri fuori regione per fare spazio a detenuti di media sicurezza, categoria di detenuti che rappresenta la maggiore criticità per l’amministrazione penitenziaria in relazione al sovraffollamento». Lo segnalano i Garanti dei detenuti della Regione Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, e del Comune di Parma, Veronica Valenti, riferendo di «importanti mutamenti negli istituti penitenziari della regione».
I garanti evidenziano che «queste ricollocazioni penitenziarie di esseri umani contraddicono i dettami normativi relativi alla continuità trattamentale oltre a generare enormi problemi alla riorganizzazione dei colloqui con i famigliari». E manifestano la loro preoccupazione «sul fenomeno del suicidio che può innescare un riadattamento forzato conseguente a trasferimenti di massa cosi come recentemente avvenuto ad un detenuto nel carcere di Padova dove un uomo si è tolto la vita proprio in occasione di trasferimenti tra l’altro ingiustificabili».
A Parma «si assisterà ad una forte incremento di detenuti di media sicurezza che per nulla saranno legati ai provvedimenti di esecuzione penale della locale Procura e pertanto slegati dal fenomeno della criminalità locale. Nuovamente, cosi come è stato a Parma con l’apertura del nuovo padiglione alcuni anni fa, questo territorio si troverà a sopperire a necessità di altri territori ospitando detenuti di altre regioni o province».
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