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Sei meteoropatico? Come riconoscere i sintomi di un malessere che può diventare un disturbo

Se le nuvole sono anche nell'anima

08 Maggio 2022, 19:22

A volte le nuvole sopra di noi sono anche dentro di noi. E così il sole. È la meteoropatia, un'eterogenea reazione del nostro organismo che si manifesta in concomitanza con cambiamenti delle condizioni meteorologiche o delle stagioni.

Ne parliamo con Carlo Marchesi, direttore Scuola di specializzazione in psichiatria dell'ateneo di Parma e dei Servizi psichiatrici ospedalieri a direzione universitaria del Dipartimento salute mentale-dipendenze patologiche dell'Ausl di Parma

Quali i sintomi della meteoropatia?

Le reazioni possono variare da uno specifico malessere generale di breve durata, meteoropatia in senso stretto, ad un vero e proprio disturbo, che ha un impatto ben maggiore sulla vita dell’individuo. Nel primo caso, due-tre giorni prima dei cambiamenti atmosferici, il meteoropatico può sviluppare disturbi del sonno, irrequietezza, tristezza, stanchezza, difficoltà a concentrarsi e manifestazioni somatiche quali cefalea, dolori lombari, palpitazione... Tali sintomi raggiungono un’acme durante l’instaurarsi della nuova condizione meteorologica, per poi risolversi con la fine del cambiamento atmosferico. Altri individui, invece, possono sviluppare un disturbo dell’umore ad andamento stagionale. Più frequentemente, si tratta di persone che manifestano episodi depressivi, che quasi esclusivamente esordiscono in autunno o in inverno per risolversi poi spontaneamente in primavera, mentre più raramente il disturbo depressivo si manifesta nei mesi estivi.

Cosa caratterizza la depressione legata al clima?

Nell’episodio depressivo l’umore è cupo e nei casi più gravi non è modificabile dagli eventi esterni; ci si sente incapaci e insicuri nello svolgere le attività abituali e la mancanza di interesse e di piacere possono diventare pervasivi; ci si sente in colpa per ciò che si è fatto o non si è fatto in passato, si attribuisce scarso valore alla vita e si crede di non poter guarire. Inoltre, rispetto al quadro depressivo non stagionale, quello stagionale si caratterizza maggiormente per inibizione psicomotoria o al contrario agitazione, iperfagia e conseguente incremento ponderale, oppure inappetenza e dimagrimento, ipersonnia o insonnia. È quindi evidente che l’episodio depressivo stagionale si differenzia dalla meteoropatia per le caratteristiche sintomatologiche, per la sua gravità e per la sua durata. Un andamento stagionale è stato osservato anche nel disturbo bipolare con fasi di eccitamento che si manifestano prevalentemente in primavera e in estate ed episodi depressivi più frequenti in autunno o nei primi mesi invernali.

Ci sono zone geografiche dove il fenomeno si manifesta di più?

La frequenza dei disturbi dell’umore ad andamento stagionale aumenta man mano che ci si allontana dall’equatore, nelle aree in cui l’esposizione alla luce solare è maggior nei mesi estivi e minore nei mesi invernali. È possibile però che pazienti con disturbo depressivo, bipolare o ansioso possano soffrire anche di meteoropatia: in questi soggetti ai periodi di malattia vera e propria può associarsi, in concomitanza dei cambiamenti atmosferici, il malessere generale aspecifico e di breve durata della meteoropatia. È frequente così che la meteoropatia, richiamando i sintomi depressivi o ansiosi del loro disturbo, li convinca che sono nuovamente ricaduti in un episodio di malattia.

Le prolungate ore di luce solare sono garanzia di miglioramento dell'umore?

No. A volte, quando le condizioni climatiche sono particolarmente svantaggiose, specie durante i periodi estivi per le elevate temperature, si assiste ad un peggioramento di molti disturbi psichici, in particolare quelli dell’umore e quelli ansiosi, soprattutto nei pazienti anziani. Il peggioramento delle condizioni psichiche in tali periodi determina un aumento degli accessi in pronto soccorso e del numero dei ricoveri ospedalieri.

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