Lutto
Bedonia Bedonia e tutta la montagna Ovest non dimenticheranno la loro insegnante. Nei giorni scorsi, all’età di 98 anni, si è spenta la maestra Paola Elda vedova Botti, una delle decane del territorio comunale. La maestra Paola ha dedicato alla famiglia e alla scuola gran parte della sua vita.
Originaria di Montarsiccio, figlia unica di una famiglia di agricoltori, frequentò prima gli studi elementari a Bedonia poi le medie nel Collegio del castello di Compiano ed infine le Scuole magistrali presso l’Istituto “Madre Cabrini” di Pontremoli.
Iscritta ad Azione Cattolica, fu catechista e animatrice della vita parrocchiale. Insieme al padre e alla zia Anna ha insegnato orazioni, canti ed inni sacri. Visse i duri, difficili e terribili anni della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza: emblematico l’episodio con protagonista l’alpino veneto Dino De Guio che proprio presso la famiglia di Elda trovò la salvezza e sfuggì alla fucilazione di Calice nell’autunno del 1944.
Elda ha insegnato per oltre 40 anni, iniziò la sua professione come supplente in scuole serali per adulti in vari paesi, poi divenne titolare nelle scuole elementari di Tornolo, Pontestrambo, Piane di Carniglia e nel capoluogo di Bedonia. Maestra di animo buono, paziente, premurosa ma autorevole, stimata e rispettata; aveva un’innata vocazione per l’insegnamento, con un’impronta didattica rigorosa, ma nello stesso tempo moderna ed innovativa già negli anni Cinquanta.
Amata e ricordata con stima ed affetto dai suoi tanti ex-alunni e da tutti i suoi colleghi, Elda si sposò nel febbraio del 1949 con Guglielmo Botti di Caneso (segretario di zona della Federazione “Coltivatori Diretti” dei comuni di Bedonia-Tornolo-Compiano). A metà degli anni Cinquanta si trasferì definitivamente a Bedonia.
Con il marito trascorse e condivise la vita che dedicò all’amata famiglia e ai quattro figli. È stata mamma amorevole, tenera, affettuosa, comprensiva, apprensiva ma sempre attenta ed all’occorrenza intransigente e carismatica. A cavallo degli anni Settanta fu anche coadiuvante del marito e delle figlie nella gestione dello storico “Bar Sport” di Bedonia per oltre 12 anni.
Era una delle memorie storiche della vita delle valli del Taro e del Ceno, delle vecchie tradizioni popolari, del dialetto, degli aneddoti e della vita di paese, fonte inesauribile di informazioni cui hanno attinto anche molti scrittori locali. Ha trascorso gli ultimi mesi nella malattia, affrontata con abnegazione e lucidità, sempre con il sorriso pur nella sofferenza, il pensiero sempre rivolto agli altri, allegra e gioiosa nei momenti di sollievo, sostenuta da un’autentica e profonda fede religiosa per l’intera e lunga esistenza.
Elda lascia nel dolore i figli Flavia, Gisella, Nino e Ivo; i nipoti Martina, Beatrice e i generi Giuseppe Rossi e Pierluigi Granelli.
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