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società d'igiene

"Test covid solo a chi ha dei sintomi"

Diasorin: "I nostri test individuano il covid anche con la variante Omicron"

21 Febbraio 2022, 16:41

Puntare sui test Covid solo a chi ha dei sintomi, anche per mantenere il più efficiente e pronta possibile la rete diagnostica di prossimità. Per la scuola fare affidamento sui vaccini e auto-sorveglianza e poi sfruttare nei prossimi mesi gli hub vaccinali per il recupero anche di altre vaccinazioni: dalla meningite allo pneumococco, dall’herpes zoster al papillomavirus, passando per l’immunizzazione contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, o il richiamo contro difterite, tetano e pertosse.

Sono queste alcune delle raccomandazioni contenute in un Position Paper della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI). Per quanto riguarda i test, partendo dal presupposto che «la ricerca attiva dei casi, la diagnosi precoce e programmi continui di sequenziamento genomico sono di fondamentale importanza per la prevenzione della diffusione del contagio e per il monitoraggio delle varianti» il documento delinea una precisa strategia. Garantire che si effettui un test, il più presto possibile, a tutti coloro che sviluppano sintomatologia che può far pensare al Covid-19, modulando quando ci si trova in auto-sorveglianza «l'esecuzione del test in relazione allo stato immunitario e alla presenza di patologie concomitanti».

Testare a seguito di un’esposizione a rischio coloro che hanno condizioni che predispongono a forme gravi di Covid-19 (diabete, obesità, Bpco, mancanza di protezione immunitaria), ma non gli asintomatici guariti da meno di 120 giorni e chi, sempre asintomatico, è vaccinato con dose booster o ha concluso il ciclo primario di vaccinazione da meno di 120 giorni. Gli esperti si esprimono anche a favore del superamento dei tamponi preventivi per ottenere il Green Pass e della sospensione dello «screening periodico degli operatori sanitari fatti salvi i reparti ospedalieri a maggiore rischio (Oncologia, Neonatologia, Rianimazione) e continuando invece a svolgere attività di screening sugli operatori in residenze sanitarie assistenziali, strutture socioassistenziali, altre comunità che ospitano soggetti a rischio. L’isolamento dei casi confermati rimane «il caposaldo per la prevenzione della malattia».

Si ritiene però opportuno revisionare i criteri, sia per la durata che per la fine «in relazione allo stato immunitario». Per quanto riguarda la scuola secondo la Siti deve essere attuata ogni azione «per evitare la didattica a distanza», tenendo presente che una scuola sicura è quella «con alte coperture vaccinali». E per farlo occorre promuovere l’auto-sorveglianza in presenza di casi nella classe, accelerare le vaccinazioni nelle scuole in particolare tra 5 e 12 anni e allontanare dalla scuola «solo gli alunni malati». Il Contact Tracing, infine, dev'essere semplificato e modulato in relazione alla diffusione della malattia e l’implementazione deve essere informatizzata in tutto l'Ssn.

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