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GLI IMPRENDITORI DI PARMA

«Bene la concretezza di Orsini e le tante aperture della Meloni»

Le reazioni dopo l'assemblea della Confindustria

«Bene la concretezza di Orsini e le tante aperture della Meloni»

Sopra: Gabriele Buia, Annalisa Sassi e Giovanni Baroni; sotto Umberto Boschi, Cesare Azzali e Marcello Cattani

19 Settembre 2024, 21:10

Roma La concretezza del presidente Orsini, le numerose e convinte aperture della presidente del Consiglio Meloni, la visione delle politiche industriali, le richieste per aumentare la competitività, l’appello per il ritorno al nucleare («Pensate sia possibile continuare a pagare l’energia fino al 40 per cento in più della media europea? – ha tuonato Orsini – Noi no». E, ancora, le critiche alla burocrazia che frena la crescita, la miopia e la rigidità del green deal («La decarbonizzazione inseguita anche al prezzo della deindustrializzazione è una débâcle», ha detto il presidente degli industriali. E la Meloni: «L’approccio ideologico del green deal europeo dà risultati disastrosi»).

Buia: «Ottimo esordio di Orsini. Piano casa, subito al lavoro»

La delegazione parmigiana che ha seguito l’assemblea di Confindustria esce molto soddisfatta dall’auditorium del Parco della musica Ennio Morricone. «Alla sua prima assemblea da presidente, Orsini ha centrato perfettamente i punti di preoccupazione del mondo industriale – afferma Gabriele Buia, presidente dell’Unione parmense degli industriali –. La sua relazione mi è piaciuta moltissimo: perché concreta, precisa, dettagliata. Poca filosofia e molti fatti, perché Emanuele è un uomo di impresa: e ha saputo individuare i punti fondamentali ai quali il governo deve porre attenzione da subito. É evidente che la crescita non può che passare dalle azioni messe in atto dal nostro esecutivo, sia in Italia – penso alla prossima legge di bilancio – sia in Europa, per risolvere alcune situazioni che investono l’industria italiana e che sono fonte di forte preoccupazione».

«Sentito l’intervento del presidente Meloni, che ha condiviso le preoccupazioni di Orsini e la necessità di intervenire su diversi temi “caldi” – continua Buia – penso proprio che si potranno fare tante cose insieme: l’obiettivo è portare le imprese italiane a macinare numeri positivi. Non dimentichiamo che oggi, seppure con un po’ di preoccupazione, i nostri risultati sono i migliori in Europa. Il traguardo al quale puntiamo tutti è fare crescere questo Paese, che ha tantissime eccellenze, ma che ha bisogno di essere sostenuto da politiche industriali concrete. Le aperture della premier su tanti argomenti sollevati da Orsini fanno ben sperare».

«Mi fa molto piacere l’unione di intenti sul tema della casa – continua il presidente degli industriali di Parma – dal momento che ho avuto la delega dal presidente Orsini per seguirlo personalmente. È un tema molto importante: penso alle case per le famiglie dei lavoratori e per gli studenti, che saranno il futuro dell’attività produttiva. Dalle dichiarazioni di grande apertura della Meloni ho capito che ci potremo mettere al lavoro, insieme al governo, da subito. Dobbiamo trovare soluzioni concrete perché è un problema sociale che va risolto: le risorse umane sono fondamentali per il mondo dell’industria, è nostro dovere partire dal problema della casa».

Sassi: «Assemblea di grandi contenuti»

Annalisa Sassi, vicepresidente di Confindustria, è molto soddisfatta di aver assistito a «un’assemblea di grandi contenuti, che ha messo in primo piano la visione di una politica industriale strutturata» e ha apprezzato «la concretezza della relazione del presidente Orsini». «È importante che sia stata avanzata la richiesta di fare un piano
per l’energia – spiega – e anche che si sia affrontato il tema del ruolo dell’Italia all’interno del contesto, in questo momento molto complesso, del mercato internazionale. Ho apprezzato anche come Orsini
ha elencato le esigenze del tessuto imprenditoriale, o delle riflessioni sull’automotive: si sta smontando un settore intero,
con impatti pesantissimi su numerose filiere».

«Dell’intervento della Meloni – conclude Annalisa Sassi – mi è piaciuto molto notare come sia attenta alle esigenze del mondo dell’industria e di quanto sia convinta che il ruolo delle imprese è fondamentale per la crescita del Paese. La Meloni è molto attenta ai temi di politica economica, sono convinta che il suo governo saprà sostenere le imprese e dare una direzione alla crescita. E questo è molto importante».

Baroni: «Le imprese e l'attenzione al sociale»

«Una bellissima assemblea – la definisce Giovanni Baroni, presidente della Piccola industria di Confindustria -. Orsini è riuscito a toccare tanti temi importanti, dalla produttività, in Italia e in Europa, ai “freni” che bloccano le imprese, al modo in cui l’Europa conta di gestire la transizione ecologica, facendo coincidere la decarbonizzazione con la deindustrializzazione. Però ha parlato anche di valori, di cultura di impresa, di attenzione al sociale: cioè di quello che mi sembra caratterizzi l’industria italiana oggi: e non a caso, nel suo intervento, Giorgia Meloni ha parlato di Adriano Olivetti».

«Emanuele ha messo in mostra, come sempre, una grande capacità comunicativa – prosegue Baroni –; la Meloni è stata molto efficace e ha detto alcune cose niente affatto scontate: per esempio, il fatto che la ricchezza è creata dall’industria, non dalla politica. È proprio così, anche se non pochi politici pensano il contrario. E poi, ha riconosciuto agli imprenditori un ruolo sociale e ha dato grandi aperture, commentando la relazione del nostro presidente».

«Ho trovato molto interessante – conclude – anche il passaggio sull’Intelligenza artificiale: sono assolutamente d’accordo che ponga questioni molto serie anche in termini di democrazia e di controllo delle informazioni. Certo, l’Italia non potrà restare un’isola, non può certo perdere il treno dell’utilizzo dell’Ai: anzi, per le nostre imprese potrebbe essere uno degli elementi che aiutano a recuperare competitività».

Boschi: «Servono politiche industriali serie»

Anche Umberto Boschi, vicepresidente dell’Unione industriali, ha apprezzato la concretezza degli interventi e la visione comune su tanti temi. «Le buone intenzioni ci sono tutte: adesso – come ha detto il presidente del consiglio – si tratta di mettere tutto a terra. Personalmente, sono molto d’accordo con Orsini: l’Italia ha grandi possibilità di fare bene, anzi sempre meglio, ma ha bisogno di essere sostenuta da politiche industriali che permettano alle imprese di essere competitive. Come fanno a esserlo, se continuano a pagare l’energia il 40 per cento in più della media europea?».

«Della Meloni – prosegue Boschi – ho apprezzato la condivisione che ha dimostrato per tanti argomenti toccati da Orsini. Ha detto chiaro e tondo che lo Stato deve fare lo Stato, non pensare di mettersi a fare industria: e fare lo Stato significa creare uno scenario nel quale le imprese possano operare, in un ambiente sano e competitivo».

Azzali: «Su molti punti convergenza con il governo»

«Credo che l’assemblea di quest'anno costituisca un punto di partenza importante per cambiare la direzione delle scelte da compiere da parte del mondo industriale e del governo, partendo dalla considerazione che su molti punti si è registrata una convergenza che non sembra affatto una convergenza strumentale», commenta Cesare Azzali, direttore dell’Unione industriali. «Da questo punto di vista, alla luce dell’apertura dichiarata dalla presidente del Consiglio, credo che ci siano buone ragioni per poter pensare che il percorso della pianificazione delle attività di Confindustria per i prossimi anni, con un confronto costante con il governo, pur nella distinzione dei ruoli, possa dare ulteriore spinta al rilancio della nostra economia. Un’economia che – come è stato giustamente sottolineato - sta reagendo bene, pur nelle difficoltà del momento».

Cattani: «Competitività, produttività e società»

«Ottima assemblea del presidente Orsini che ha messo al centro del proprio intervento tre concetti: la competitività, la produttività e la società; valori in cui l'industria farmaceutica si ritrova completamente e sui quali sta costruendo il proprio successo»: è il commento del presidente di Farmindustria, Marcello Cattani. «È il contributo che stiamo dando alla nazione in termini di valore di produzione, export e di crescita dell'occupazione. La farmaceutica è il primo settore nel periodo 2022-24 per crescita della produzione ed è il secondo settore nel saldo attivo per l'estero nel primo semestre di quest'anno. Quindi, la crescita dell'economia del Paese passa attraverso queste dimensioni».

Cattani ha definito «ottimo» anche l'intervento della presidente Meloni che «ha parlato di Europa e della necessità di difendere la competitività e la produttività del settore industriale e la capacità di fare innovazione ma sempre con un'attenzione all'individuo e alla società, e su questo la responsabilità sociale d'impresa del settore farmaceutico è straordinaria: è il primo settore per politiche di sostenibilità ambientale nell'ultimo decennio, ma soprattutto è il primo settore che ha uno strumento efficientissimo di contrattazione collettiva a livello di contratto e di welfare aziendale con dati straordinari di inclusione, diversity e difesa del lavoro femminile».

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