Piacenza, primario accusato di violenze sessuali "pressoché quotidiane" "con quasi tutte le donne che varcavano da sole la porta del suo ufficio". Arrestato
07 Maggio 2025, 17:26
La polizia ha arrestato un primario dell’Ospedale Civile di Piacenza, ai domiciliari su ordinanza di custodia cautelare: è accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di dottoresse e infermiere e atti persecutori. Sono state anche fatte perquisizioni nel suo studio all’interno dell’ospedale e nella sua abitazione. Le immagini registrate durante 45 giorni di monitoraggio hanno consentito di ricostruire 32 episodi. «Di fatto, il Primario compiva atti sessuali con quasi tutte le donne che varcavano da sole la porta del suo ufficio», scrive la Polizia. Le indagini sono state rese complesse dal clima di omertà nel reparto. Le immagini registrate in un mese e mezzo hanno permesso di accertare «il compimento pressoché quotidiano di atti sessuali in orario di servizio», spiega la Questura di Piacenza. C'è anche l'accusa di stalking, reato ipotizzato in due casi «per la continuità con cui le vittime venivano costrette a subire gli atti sessuali, con il timore di ripercussioni nel caso avessero scelto di sottrarsi agli abusi».
Il medico, continua la questura, agiva come se le dipendenti fossero a sua disposizione anche sessualmente, «e per questo non si faceva scrupoli a compiere atti sessuali, anche durante le normali attività e conversazioni di lavoro». L’indagine è stata avviata grazie alla denuncia di una dottoressa, in servizio nel reparto, che aveva subito per la prima volta un’aggressione sessuale all’interno dello studio del medico, segnalando il fatto occorso alla Direzione sanitaria dell’Ausl e alla Questura. La vittima era stata aggredita dopo essere andata nell’ufficio del capo per discutere delle ferie: era stata chiusa a chiave nella stanza e costretta a subire gli abusi, interrotti solo dal casuale arrivo di un collega che ha bussato. «L'ambiente ospedaliero di Piacenza si è dimostrato gravemente omertoso ed autoreferenziale, in quanto le condotte prevaricatrici del primario erano da tempo note a gran parte del personale, tanto che lo stesso si vantava nei discorsi con colleghi uomini di quanto compiva ai danni delle vittime, ricevendo in talune occasioni persino suggerimenti sugli atti sessuali da compiere in futuro». Lo scrive la questura di Piacenza, parlando dell’indagine che ha portato all’arresto di un medico primario, per violenza sessuale e stalking ai danni di dottoresse e infermiere del reparto ospedaliero che dirigeva. «Si è riscontrato - riferisce la polizia - che per il personale sanitario di sesso femminile, entrare nell’ufficio del primario per questioni lavorative significava dover sottostare ad atti sessuali: circostanza, questa, che se rapportata ad un ambito lavorativo formato da persone in astratto di alto livello culturale, non può che destare stupore e persino incredulità». Abbiamo fiducia nell’azione della Magistratura. Se le accuse nei confronti del medico arrestato a Piacenza saranno provate, si tratta di azioni gravissime, che meritano una ferma condanna». Così il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, alla notizia. «Eventuali azioni disciplinari sono di competenza dell’Ordine territoriale, al quale esprimiamo la nostra vicinanza in quanto esso stesso parte lesa - continua - ma non possiamo tacere di fronte a queste ipotesi di reato. Un comportamento come quello configurato dalla Procura non è degno di un medico, che, per la sua professione, dovrebbe rispettare e salvaguardare la dignità delle persone e non calpestarla; dovrebbe collaborare e rispettare i colleghi e le colleghe, e non approfittare di una posizione di potere. Non vogliamo né possiamo fare processi sommari, attendiamo le conclusioni della Magistratura e invitiamo i colleghi che fossero a conoscenza di situazioni di questo tipo a non tacere, a non aver timore di denunciare».