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Giovanni Battistini, una vita in Barilla

Giovanni Battistini, una vita in Barilla

29 Dicembre 2021, 03:01

Una vita intera in Barilla dove era molto stimato e benvoluto, non solo per le sue capacità professionali, ma anche per le sue doti umane. Giovanni Battistini, classe 1941, è venuto mancare nei giorni scorsi dopo lunga malattia che lo aveva distolto dai suoi hobby preferiti, ossia, l’escursionismo in montagna (era una guida del Cai) e dalla sua amata bici essendo un provetto cicloamatore.

Carattere gioviale, molto cordiale, carismatico, capace di fare squadra, Giovanni, non solo fu uno stimato capo-officina, ma, all’interno della Barilla, fu un maestro per tanti giovani che con lui impararono, sia le nozioni tecniche, ma anche quello stile e quei valori che Battistini testimoniò tutta la vita e, cioè, l’amore pe la propria famiglia, per il suo lavoro e per la propria città. Di famiglia originaria di San Lazzaro (il padre Luigi era daziere mentre la mamma Iolanda era una «rezdóra») Giovanni, conseguì il diploma di perito meccanico e, giovanissimo, fu assunto alla Barilla dove conobbe quella collega, Silvana, che poi divenne la compagna di una vita.

Amava tantissimo le escursioni anche nel nostro appenino, in particolare sul Marmagna, mentre il periodo estivo lo trascorreva nella pace del suo nido di Agna di Corniglio in alta Val Parma. Il suo hobby principale fu sicuramente la fotografia ed, una volta in pensione, si cimentò in questa arte come pure collaborò con il Cral Barilla rafforzando la «sezione fotografia».

Residente storico di via Alghero, molto noto nel quartiere San Leonardo, era pure un raffinato gourmet nonché un grande estimatore del cognato Sante Ferro, per anni, chef del ristorante della Corale Verdi.

Era legatissimo alla famiglia: alla moglie Silvana, ai figli Barbara e Davide (imprenditore) e agli adorati nipoti Nicola, Lorenzo, Giacomo ed Alessandro.

Lo.Sar.

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