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Lettera al Direttore

Ospedale Maggiore: ancora sulla Farmacia

di Giuseppe Troiano

16 Gennaio 2022, 15:15

Gentilissimo direttore;
normalmente non replico alle risposte che mi giungono sul suo quotidiano in virtù di rispetto delle opinioni altrui. Però, in questa occasione mi sento tirato per la giacca e pertanto farò una eccezione.

Ho letto attentamente la lettera del direttore del Servizio farmaceutico dell’ospedale Maggiore, Giovanna Negri, apparsa il 29 dicembre, in risposta al mio rilievo riguardante la «lungaggine» della consegna dei farmaci ai pazienti affetti da patologie «sensibili», apparsa il giorno 4 dicembre.
Analizzando la risposta della dottoressa Negri e volendo usare una metafora (sempre rimanendo in tema sanitario), mi viene da dire che: «in questa occasione, la cura ha fatto più danni della malattia stessa».

Sicuramente, la dottoressa Negri non è mai stata nel piazzale antistante la farmacia per vedere le espressioni dei pazienti che normalmente sono: afflitte, demoralizzate, avvilite e arrabbiate, come capita di vedere il più delle volte a me. Sicuramente avrebbe da rivedere le sue convinzioni, onde dare spazio alle mie certezze che capitano puntualmente ogni due mesi.

E’ vero che è un servizio diretto, ma è altrettanto vero che in qualsiasi momento dell’orario di distribuzione vi sono il più delle volte delle interminabili file. Io personalmente mi auguro che vari pazienti, sviliti dall’attesa, rinuncino e rimandino il ritiro dei farmaci. In questo modo si accelera di un po’ l’avanzata dei numeri.

Posso credere e essere d’accordo sul fatto che all’interno della farmacia vi operano 3 addetti o anche più; ma è altrettanto vero che gli sportelli adibiti alla distribuzione dei farmaci sono sempre stati normalmente 1 o al massimo 2.

L’evento Covid 19 ha solo fatto sì di far stare all’esterno e all’aperto le persone, anziché all’interno della struttura. Come già detto nella mia lettera precedente, all’interno vi sono previsti solo 7/8 posti a sedere. Pertanto, il numero rilevante dei pazienti deve obbligatoriamente sostare all’esterno.

Per quanto riguarda i volontari Auser, pur dando un contributo sociale rispettabile, nulla possono per la distribuzione dei farmaci che spetta solo agli operatori all’interno. Pertanto, la dottoressa Negri citando l’associazione e il loro ruolo, è uscita fuori dai fatti.
Rimane comunque la realtà che fuori dalla struttura farmaceutica vi sono in essere, il distributore per il ritiro del numero e il volontario Auser che fornisce varie indicazioni ai pazienti. Il fatto che (come dichiarato dalla dottoressa Negri), si sta cercando di estendere l’ausilio dei volontari Auser anche di pomeriggio, fa denotare che qualche problemino di evasione della distribuzione dei farmaci esiste.
Come già detto, il nostro ospedale Maggiore è una eccellenza a livello nazionale in quasi tutti i settori. Pertanto fa tantissima tristezza vedere un folto gruppo di persone, perlopiù anziane e normalmente con seri problemi fisici, in attesa all’esterno per oltre un’ora, e in particolar modo in questo periodo invernale.

Parma, 10 gennaio

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