Bollette da record
Il sistema del welfare barcolla sotto i colpi del caro-bollette. L'esplosione senza precedenti dei costi energetici non risparmia nessuno, nemmeno servizi fondamentali come quelli per gli anziani.
Rette, nessun rincaro
L'unica buona notizia è che per tutti i servizi accreditati non ci saranno aumenti, almeno per quest'anno. Le tariffe infatti sono regolate dalla Regione. Chi ha quindi un familiare ospite di una struttura accreditata non deve temere aumenti per il momento.
La vera sfida è invece quella di riuscire a garantire la tenuta del sistema dell'assistenza alle persone fragili, alla luce dei fortissimi rincari dell'energia.
Asp, impatto pesantissimo
Gianluca Borghi, amministratore unico di Asp Parma, è chiaro: «Per Asp Parma il caro bollette sta comportando effetti economici rilevanti: su base annua l'aumento dei costi dell'energia elettrica è del 53 per cento, mentre per il gas metano siamo ad una crescita del 36 per cento. Questi rincari in valori assoluti, sempre su base annua, porteranno ad un aumento di circa 134 mila euro della bolletta energetica complessiva di Asp. Un impatto pesantissimo per il bilancio della nostra Azienda pubblica, che auspichiamo possa fruire del sostegno dei provvedimenti adottati dal Governo».
Non va meglio alle cooperative sociali, che si trovano a fare i conti con aumenti del gas fino al 160 per cento e del 60 per cento per l'energia elettrica. In altri termini, significa dover pagare decine di migliaia di euro in più al mese in bolletta. Una situazione che, alla lunga, rischia di diventare insostenibile, soprattutto in un settore ad alta densità di manodopera come quello dei servizi alla persona».
Adeguamenti in futuro?
Laura Rossi, assessore al Welfare, non nasconde che in futuro potrebbero esserci degli adeguamenti tariffari stabiliti a livello regionale. «I servizi per anziani - spiega - sono legati a contratti di accreditamento che devono essere rispettati nei termini in cui sono stati prefissati. Questo significa che al momento non ci saranno aumenti. A fine anno invece, è probabile che le tariffe da accreditamento dovranno essere ridiscusse a livello regionale tenendo conto degli aumenti dei costi energetici, prevedendo degli adeguamenti contrattuali. Gli aumenti non saranno automatici, ma in futuro potrebbero esserci».
«Impossibile risparmiare»
La cooperativa sociale Auroradomus è una delle realtà di riferimento nel campo dei servizi alla persona. «L'impatto del caro bollette è molto pesante - fa sapere la cooperativa tramite l'ufficio comunicazione -. Al momento i rincari del gas sono del 120 per cento mentre quelli dell'energia elettrica attorno al 90 per cento. Si tratta di un grande peso da sostenere, dato che non è possibile effettuare qualsiasi tipo di risparmio rispetto alla cura della persona».
Simile la situazione anche per le realtà aderenti al Consorzio di solidarietà sociale. «I costi del riscaldamento - conferma il presidente Fabio Faccini - iniziano a farsi sentire sulle cooperative che si occupano di assistenza».
«Servono interventi»
La speranza di tutto il mondo cooperativo è che il Governo metta subito in campo una serie di interventi di emergenza per calmierare l'infiammata dei costi, diventati ormai sostenibili. All'interno del sistema di welfare regionale le cooperativi sociali garantiscono i propri servizi a un milione di cittadini e danno occupazione a oltre 62mila persone, in gran parte donne.
«Siamo a rischio desertificazione del welfare quando invece, grazie anche ai fondi del Pnrr dovremmo investire e rilanciare» denuncia Luca Dal Pozzo, presidente di Confcooperative Federsolidarietà Emilia Romagna, ricordando anche che l'impennata dei costi «per le strutture residenziali, semiresidenziali e per i centri diurni arriva due volte: direttamente sulle bollette, ma anche attraverso i fornitori. Le cooperative sociali non possono far pagare il costo della bolletta alle persone fragili assistite e non possono ovviamente permettersi di lasciare al freddo i propri ospiti fragili, dagli anziani ai disabili».
E mentre soffiano venti di guerra tra Russia e Ucraina, nelle case degli italiani è già iniziata la battaglia contro il caro bollette. Una lotta che rischia di far saltare i bilanci delle famiglie. «Ora i prezzi del gas sono folli». Non usa giri di parole Marco Ceresini, neo presidente dell'Anaci di Parma, l'Associazione nazionale amministratori condominiali ed immobiliari. «Per far fronte ai rincari, che arrivano fino al 70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, dovremo fare richieste aggiuntive ai condòmini per sopperire alla mancanza di fondi destinati al pagamento delle bollette». Tradotto, se le casse si svuotano per il caro energia, le famiglie dovranno rimettere mano al portafoglio.
«Quando si redige il bilancio preventivo di un condominio, ogni anno si inserisce un aumento fisiologico dei costi che oscilla tra il 10 e il 20%. Ora siamo tra il 70 e l'80. È per questo che i colleghi che non hanno ancora chiuso i preventivi, per i consumi del gas applicano rincari del 100% rispetto all'esercizio precedente».
Ma quanto incidono gli aumenti sulle tasche di una famiglia tipo? «Chi abita in un appartamento di 100 metri quadri in classe energetica F o G, se prima spendeva 1.100 euro l'anno per il riscaldamento ora ne potrebbe spendere anche 2.000».
Non tutti però riusciranno a reggere l'urto dei rincari. «Se i condòmini non riuscissero a rimpinguare il fondo cassa, c'è da sperare che i fornitori non provvedano al distacco. Sarebbe una tragedia», sentenzia Ceresini.
«Con i consumi fatturati da metà ottobre a gennaio arriviamo a eguagliare gli importi dell'intera stagione invernale 2020-21». Ada Salines, amministratrice di condominio di lungo corso, in una frase squaderna il problema che rischia di mandare in rosso i bilanci familiari (e condominiali) di tanti parmigiani. Con piglio deciso passa dalle considerazioni astratte ai numeri per far capire la dimensione dei rincari sul fronte del riscaldamento. «Porto il caso di un condominio molto grosso, in cui da metà ottobre a fine gennaio abbiamo speso 20.600 euro. Più di quanto è stato messo nel bilancio consuntivo della scorsa stagione invernale, quando da metà ottobre 2020 a metà aprile 2021 abbiamo speso 20.457 euro». Se il costo del gas dovesse restare su questi livelli, i condòmini dovranno rimpinguare il fondo cassa.
I rincari sul fronte dell'energia elettrica, a detta di Salines, sarebbero invece meno drammatici. «Per ora viaggiamo attorno al 20-30% in più, ma stiamo a vedere». Prudenza è la parola d'ordine, nella speranza che passi la «febbre» delle bollette.
Altro amministratore, altro allarme. «Non ho mai ricevuto importi così esorbitanti» confessa Sonia Antompaoli, dello Studio Antompaoli e Guareschi. «In un condominio con 16 appartamenti, la bolletta del gas nel periodo invernale passerà da 20 a 40mila euro, come ci ha preventivato la società che eroga il servizio. Il doppio, tanto che ci siamo sincerati che non ci fossero perdite». Nessun guasto: il problema è a monte. E non sarà di facile soluzione. «Sul mercato i prezzi sono previsti in crescita ancora per tutta la primavera 2022» e i rincari sono «in gran parte dovuti alle continue tensioni geo-politiche sullo scenario internazionale. In particolare pesa fortemente il rischio di un conflitto tra Russia (principale fornitore di gas per l'Europa e per l'Italia) e Ucraina», si legge nella comunicazione inviata agli amministratori di condominio da un fornitore di gas.
«La nostra preoccupazione è innegabile. Ci stiamo attivando a livello regionale per raccogliere dati al fine di elaborare proposte e rimedi a un problema che colpisce non solo i proprietari immobiliari, ma tutte le famiglie», anticipa Daniela Barigazzi, presidente di Confedilizia Parma. Il Governo annuncia aiuti, ma i venti di guerra in Ucraina non aiutano ad essere ottimisti. E non solo per il caro bollette.
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