appello
Maggiore sicurezza e più decoro: lo chiedono ben 60 titolari di attività commerciali del centro storico cittadino. Lo fanno con una lettera che hanno presentato alla «Gazzetta», alla giunta comunale e alle associazioni dei commercianti.
«Scriviamo questa lettera per denunciare diverse problematiche legate alla sicurezza e al decoro della nostra città. Noi stessi siamo a disposizione per aiutare l’amministrazione comunale in quanto siamo soggetti che vivono quotidianamente il centro di Fidenza e ne conoscono le dinamiche».
E inizia l'elenco di disagi, molto sorprendente per una realtà come Fidenza, «una volta» lontana da certe realtà: «Già da diverso tempo stiamo notando un aumento dei casi di spaccio di stupefacenti nelle vie centrali di Fidenza, con conseguente aumento dei tossicodipendenti in giro. Lo spaccio era cominciato con casi sporadici prima della pandemia, cosa che era stata segnalata alle forze dell’ordine da parte di noi commercianti, che viviamo in prima persona la sicurezza della città e la protezione delle nostre attività. Tuttavia, forse, le reazioni delle forze dell’ordine non sono state sufficienti. Di conseguenza ora i casi sono aumentati, con l’aggiunta di minacce verso noi commercianti che abbiamo cercati di allontanarli».
Gli esercenti denunciano anche il fatto che i cittadini sono impauriti e non frequentano più il centro con piacere, con una conseguente perdita delle vendite. «Il degrado della città colpisce tutti e ha gravi conseguenze sociali ed economiche. Quello che non riusciamo a capire è come mai ci accorgiamo solo noi di questi reati e delle loro conseguenze. Se le forze dell’ordine ne sono a conoscenza, perché non intervengono? O perché non intervengono in modo più attivo? Perché non veniamo avvertiti e rassicurati che stanno impegnandosi a risolverlo? Cosa si sta aspettando per agire con un piano serio? Perché i vigili non controllano fisicamente le vie del centro? O forse, bisogna che qualcuno di noi si sacrifichi fisicamente lottando per la sicurezza e la bellezza della nostra città? Ricordiamo che paghiamo le tasse anche per avere servizi di sicurezza e poter vivere tranquillamente a Fidenza».
Un altro punto dolente toccato nella lettera è il decoro del centro urbano: «Visto che non ci sono controlli (o sono scarsissimi e insufficienti), ci sono sempre più persone che chiedono elemosina, persone senza fissa dimora che vivono nelle vie del centro, dove urinano, mangiano e bevono (cosa peraltro vietata da un’ordinanza comunale) e altro. Notiamo con grave rammarico che vi sono sempre più casi di ubriachi che urlano e di uomini che fanno pesanti apprezzamenti a ragazze e donne, senza contare i litigi fra diverse gang vicino alla stazione. Alla domanda di un commerciante ai vigili sul perché non ci sia un controllo del territorio anche nell’orario serale, la risposta ricevuta è stata: “Noi alle 19 finiamo il nostro turno”. Questo è inaccettabile. A noi commercianti è stato anche consigliato di accedere ai fondi regionali sicurezza per pagare dei vigili privati per pattugliare il centro. Ci chiediamo quale sia la funzione dei vigili cittadini e a che cosa servano le nostre tasse. Vogliamo sottolineare che questo accade in centro a Fidenza, non nelle periferie di una grande città. Pensiamo che il centro sia abbandonato dalle istituzioni e questo è molto grave. La nostra bella e amata Fidenza sembra abbandonata a se stessa».
Conclusione: «Chiediamo che l’amministrazione comunale intervenga in fretta con un piano di riordino del centro cittadino, dove ci siano piante, panchine e una buona illuminazione, anche per far risaltare le bellezze storiche importanti e poter ambire a far diventare la Via Francigena patrimonio dell’Unesco. Chiediamo che ci sia un incontro con noi commercianti, anche tramite le nostre associazioni di riferimento, per condividere un piano di abbellimento, cura e sicurezza del centro cittadino».
r.c.
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