Tizzano
Gea, una piccola Australian cattle dog di 6 anni, è l’ennesima vittima dei grandi predatori del nostro Appennino, i lupi. Gli attacchi che vedono nel mirino i cani sono relativamente frequenti nel tizzanese e Gea è solo l’ultimo cane caduto nella sottile tela di quello che probabilmente è un branco di stanza nella zona.
«La nostra amata Gea stanotte (lunedì sera, ndr) è stata sbranata dai lupi» hanno annunciato sui social Daniele e Matilde, proprietari dell’allevamento zootecnico di vacche da latte biologico dove viveva Gea, a Costa di Tizzano. «Di lei abbiamo trovato solo ciuffi di pelo, ossa e macchie di sangue. La hanno uccisa proprio per mangiarla».
Con Gea, lunedì sera, c’erano anche suo figlio Rex e Belle, una maremmana, che sono rimasti fortunatamente illesi. L’attacco è avvenuto probabilmente intorno alle 23, orario in cui alcuni vicini hanno sentito abbaiare insistentemente i cani. L’indomani mattina la macabra scoperta: di Gea non era rimasto altro che qualche ciuffo di pelo e a testimonianza del violento attacco, a una decina di metri dalla stalla, c’era qualche macchia di sangue.
«Abbiamo documentato tutto, ma le foto sono troppe dolorose da vedere e da condividere» ammettono i due allevatori dell’azienda agricola DaMa Dairy, che consideravano Gea una di famiglia più che un cane da lavoro.
«Non è la prima volta che subiamo attacchi dai lupi – aggiungono marito e moglie – e ormai ci sentiamo impotenti: siamo attrezzati, abbiamo cani da guardiania e recinti elettrici, ma per essere sicuri dovremmo recintare 11 ettari di pascolo, cosa infattibile. Non ci interessa un rimborso in denaro, quanto una collaborazione fattiva per favorire una “pacifica” convivenza tra allevatori e il lupo».
«Sul territorio tizzanese gravita un branco che si è reso responsabile degli attacchi degli ultimi mesi – conferma Luigi Molinari del Wolf Appennine Centre, che è stato contattato dagli allevatori per la segnalazione del caso -. Attacchi che fortunatamente si stanno diradando, in primis perché le prede più vulnerabili sono già state attaccate, e in secondo luogo perché la cittadinanza, anche grazie agli incontri organizzati, ha capito come comportarsi e l’importanza di non lasciare liberi di notte i cani».
«La normativa regionale non prevede un risarcimento per l’attacco ai danni dei cani – conclude Molinari – ma annualmente vengono pubblicati dei bandi per la fornitura di dotazioni anti lupo, dai recinti ai cani maremmani».
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