TRIBUNALE
Da solo o con la complicità di due amici allo sbando aveva collezionato una serie di blitz in supermercati e centri commerciali. Bottiglie di alcolici, soprattutto, che sempre più spesso vengono rivenduti a basso prezzo, ma anche cuffiette per cellulari e una bicicletta, per poter contare su un mezzo semplice e rapido con cui spostarsi. Raid a raffica tra aprile e ottobre dello scorso anno che lo hanno fatto finire in carcere: gambiano, 27enne, residente in provincia, è stato condannato dal giudice Gennaro Mastroberardino (pm Marirosa Parlangeli) a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni per furto aggravato, tentato furto, porto abusivo di un coltello, oltre che per aver violato il provvedimento del questore di accedere ad alcune zone del centro storico di Parma. Pene decisamente inferiori per i suoi compagni di alcune scorrerie: 3 mesi per un 34enne parmigiano e 2 mesi per un 26 enne albanese, tutti e due senza fissa dimora e accusati di tentato furto in concorso con il giovane gambiano.
All'inizio era stata la «passione» per i dispositivi informatici a spingere il 27enne africano tra le corsie di un supermercato: aveva scelto l'Esselunga di via Emilia Ovest e si era intascato tre confezioni di auricolari per telefonino e quattro cavi usb. Pochi istanti per mettere le mani su quelle quattro cose, che però insieme costavano quasi 240 euro. Erano i primi di aprile del 2021, e già quella volta era stato notato e subito bloccato da un addetto alla sicurezza del supermercato.
Due settimane dopo, però, pur cambiando zona della città, era tornato in azione: aveva scelto l'Ipercoop del Centro Torri per fare shopping di alcolici (senza pagare). Meno di un mese dopo, insieme all'amico parmigiano, aveva proseguito sulla stessa linea di prodotti: sette bottiglie di liquore, oltre a un paio di pantaloncini, fatti sparire dal supermercato Famila. Spariti giusto il tempo necessario per arrivare alle barriere anti-taccheggio, perché i due erano già stati notati e poi bloccati in attesa delle forze dell'ordine.
Altri due furti in solitudine tra fine maggio e agosto, ma a settembre era ritornato in azione con l'amico albanese all'Esselunga di via Emilia Est: altre bottiglie di liquori, oltre ad alcuni auricolari e a un caricabatteria. Era finita allo stesso modo, perché le mosse dei due erano state osservate da un addetto alla sicurezza.
Ma le denunce erano servite a poco. Fino all'8 ottobre scorso, quando il furto di una mountain bike in stazione aveva fatto finire in manette il giovane gambiano.
G.Az.
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