In via Farini nel cuore della notte
Domenica notte pioveva e faceva parecchio freddo. Ma lui, nonostante quell'acquazzone camminava sicuro, come se lo stessero aspettando da qualche parte, come se avesse un impegno urgente. Peccato che quasi all'una e mezzo di notte un bambino di meno di dieci anni dovrebbe essere nel suo letto, con le coperte ben rimboccate con un peluche a portata di mano. E non sotto una pioggia fredda in una via Farini deserta.
Eppure è proprio così che lo hanno trovato l'altra sera due carabinieri in servizio di pattuglia che in un primo momento non hanno creduto ai propri occhi. E poi, con la maggiore dolcezza possibile, si sono avvicinati salutandolo con un sorriso. «Ehi, piccolino, dove stai andando? E dove è la tua mamma?».
Lui prima li ha guardati con preoccupazione, poi dopo un po' di sospettosa diffidenza, ha raccontato la sua storia. Vagamente incredibile. «Sono uscito perché ho litigato con mia mamma», ha spiegato fornendo anche nome, cognome e l'indirizzo di casa. Informazioni che ovviamente i carabinieri hanno preso al volo accompagnando a casa il bambino che, c'è da sperare, si sarà goduto quel viaggetto su una macchina coi lampeggianti che prima aveva solo visto dall'esterno. All'arrivo, comprensibile, il sollievo della mamma che ha raccontato che in effetti il bambino si era allontanato da qualche ora dopo un bisticcio. E che ormai stava per avvisare il 112. Non ce n'è stato bisogno. E anche se ora la madre potrebbe dover rispondere a qualche domanda sulle metodologie educative in uso in quella famiglia l'importante è che il piccolo sia potuto andare a letto e riposare. Per andare in giro di notte avrà tempo tra qualche anno.
lu.pe.
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