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Nel 2021 l'economia l’economia dell’Emilia-Romagna è cresciuta in maniera decisa. Nei primi tre mesi di quest'anno si è registrata una sostanziale tenuta ma per il resto del 2022 le previsioni sono difficili. All'indomani dello scoppio della guerra in Ucraina, le imprese prevedevano un fatturato invariato e un rallentamento degli investimenti. Ma l'intreccio di tanti problemi (inflazione e difficoltà con le materie prime, il conflitto e l'andamento della pandemia) ci sono forti rischi al ribasso. Le più recenti previsioni di Prometeia ipotizzano un’espansione del Pil in regione di poco più del 2%, valore dimezzato rispetto alle stime dell’inizio dell’anno. Il quadro emerge dal Rapporto annuale sull’economia dell’Emilia-Romagna elaborato dalla sede bolognese della Banca d’Italia.
Il Rapporto si sofferma su numerosi temi, fra cui depositi, prestiti e titoli a custodia. Si legge così che, al 31 dicembre 2021, i depositi di famiglie e imprese a Parma ammontano a 16 miliardi 737 milioni di euro (+6,2% annuo), su un totale regionale di 156,68 miliardi di euro (+6,3%). Quanto ai prestiti, nel Parmense ammontano a 14,23 milioni (-1,8% annuo a fine 2021) su un totale regionale di 136,21 miliardi di euro (+1,8%). In entrambi i casi, Parma è quarta provincia dopo Bologna, Modena e Reggio.
I titoli a custodia di famiglie e imprese hanno un valore di 9.797 milioni di euro nel Parmense (+8,9% annuo); 107.633 milioni di euro in Emilia-Romagna (+5,9%).
Tornando al quadro dell'economia regionale, il Pil nel 2021 in termini reali è aumentato del 7,6%, in base all’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter): un punto in più della media italiana. Nell’industria il valore aggiunto è aumentato dell’11,9%, le esportazioni hanno segnato +16,9%. Gli investimenti del comparto sono cresciuti di quasi il 20%. Nelle costruzioni il valore aggiunto è salito del 22,1%, grazie anche agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici. Nei servizi il recupero è risultato meno forte (4,9%), a soffrire in modo particolare il turismo.
Nel 2021 la redditività delle imprese è migliorata: circa l’80% ha chiuso l’esercizio in utile o in pareggio, anche la liquidità è aumentata e ha contenuto la richiesta di domanda di prestiti bancari, che a fine 2021 si è fermata. Per quanto riguarda il rialzo dei prezzi delle materie prime, dal 2020 a marzo 2022 i prezzi energetici sono aumentati del 148%, quelli dei beni intermedi importati del 20%.
r.eco.
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