Estate rovente
Piscine prese d’assalto. Tanto che, anche durante la settimana, l’affluenza spesso si avvicina a quella del weekend: file alle casse, ombrelloni occupati, tanti lettini e salviettoni colorati stesi direttamente sul prato. Di certo le altissime temperature e la necessità di ridurre privatamente gli sprechi hanno portato tanti parmigiani a combattere il caldo a colpi di bracciate, tuffi e relax all’ombra. Anche per le piscine, però, la gestione dell’emergenza siccità non è affatto semplice.
«Austerity» idrica
Il rischio «spreco» è prodotto soprattutto dall’uso delle docce, che per afflusso costante di clientela come bambini, ragazzi e adulti, può togliere anche due metri cubi di acqua a doccia, mentre in media un uso razionato (cioè tenendo aperto il miscelatore solo nel momento del risciacquo), farebbe risparmiare almeno 30 metri cubi di acqua corrente. Per questo alla Coopernuoto di Moletolo «il flusso di acqua delle docce è limitato, regolato con un getto controllato e a tempo – fa sapere Davide Bonomini, il responsabile dell’impianto –, oltre a posizionare negli spogliatoi una cartellonistica informativa e di sensibilizzazione, che invita a non sprecare acqua e usare docce o rubinetti dei servizi igienici in modo oculato». La stessa scelta è stata presa allo Sport Center Ercole Negri, nella zona Campus: «Abbiamo le docce con i temporizzatori: superati tot minuti e tot litri d’acqua, i getti si spengono automaticamente e così si evita lo spreco» spiega Vincenzo Piscopo, vicedirettore del centro sportivo Ercole Negri.
Pozzi e acquedotto
Per l’impianto del Campus, la gestione dell’emergenza siccità è un po’ diversa perché, rispetto ad altre piscine, ha «un pozzo da cui viene prelevata direttamente l’acqua per il riempimento delle vasche, quindi in questo senso non siamo dipendenti dalla rete idrica – prosegue Piscopo –. Per le docce e i bagni utilizziamo, invece, quella dell’acquedotto. Ed è proprio in questo caso che cerchiamo di ridurre al minimo gli sprechi». Cercare di limitare gli sprechi di acqua non è facile, se si tiene anche conto del fatto che sono in vigore leggi regionali che impongono ogni giorno il ricambio di acqua. La questione, quindi, si fa ancora più complessa: perché se si sceglie di rispettare la norma che tutela l’igiene pubblica, allora si rischia di non rispettare le regole anti-spreco. Tra l’altro «gli standard determinati dalla norma fanno riferimento a impianti piuttosto vecchi, di tanti anni fa – sottolinea ancora Piscopo –, mentre il nostro ha performance qualitativamente migliori, avendo solo dieci anni. Sarebbe una regola da rivedere, soprattutto alla luce dell’emergenza idrica».
Insomma, l’impegno dei gestori è massimo nel cercare di restituire ai cittadini un servizio di qualità, nonostante le varie difficoltà che durano – tra pandemia e siccità – da diverso tempo.
Tutto esaurito
Dopo l’incertezza delle scorse estati, però, questa «sta andando molto bene, possiamo per ora considerarci soddisfatti – afferma Bonomini della Coopernuoto –. Il caldo insistente ha portato i parmigiani a rifugiarsi al fresco, facendosi un bagno in piscina. Da giugno abbiamo perso solo due giornate a causa del maltempo, questo sicuramente aiuta». E poi «la gente ha proprio il desiderio di svagarsi – aggiunge Bonomini – e di rilassarsi, senza andare lontano o spendere troppo». Tanto che «sabato e domenica è sempre tutto esaurito – rivela Piscopo – arriviamo a 400 lettini e 140 ombrelloni occupati». C’è stato anche un cambio nella clientela: «Oltre alle tante famiglie, che sono sempre venute e alla clientela tradizionale, si sono aggiunti tanti tanti giovani – nota Piscopo –. Sembra, ma non diciamolo troppo forte – dice per scaramanzia – di essere tornati all’estate del 2019, prima della pandemia: speriamo si continui così».
Anna Pinazzi
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