Ha 18 anni
Mattia Marino, classe 2005, terzino sinistro, dalla Juve, Biagio Macrì, 2007, attaccante, dal Taranto: sono in ordine di tempo gli ultimi arrivi nella grande famiglia del Parma. Dove il dipartimento scouting, capitanato, dal giugno 2021 da Massimiliano Notari, continua a setacciare i campi di mezzo mondo alla ricerca di giovani di valore con il puntuale supporto dell’area performance.
Una strategia, quella voluta con insistenza dal presidente Krause, tesa a dare un futuro solido alla squadra e di riflesso alla società. In questo momento ad esempio non c'è, tra i 33 nomi della rosa crociata, neppure un elemento in prestito. Sono tutti di proprietà e se questo non è un record poco ci manca.
Certo, non si può dimenticare che i risultati sul campo non si sono ancora toccati con mano, ma se si pianta l'orto non ci vuole fretta per raccoglierne i frutti. Nel calcio purtroppo il tempo è sempre poco. Magari non tutte le piantine, pardon i giovani calciatori, produrranno come sperato, ma è certo che il passare del tempo, la conoscenza della lingua, l'integrazione nel gruppo e nel contesto di società e piazza, l'esperienza sul campo, non potranno che aiutare il progetto gialloblù.
Qualcuno come Benek o Bernabè ha già mostrato virgulti promettenti, altri invece Pecchia li sta coltivando.
Un ragazzo che, per quanto si possa dire dopo pochi giorni di ritiro e due mezze partite, ci sembra avere dei valori è Nathan Buayi Kiala, centrocampista, 18 anni. Due settimane fa ha vinto i Giochi del Mediterraneo con la Francia Under 19 di cui era capitano e invece di andare in vacanza, come gli spettava, sì è precipitato a Peio per raggiungere i nuovi compagni.
Sul campo mostra una personalità notevole per la sua età: sa mettersi in luce per ricevere lo scarico dei compagni, gestire la palla nei tempi richiesti dal tecnico e servirla in modo non banale, spesso anche con filtranti (ci verrebbe da dire ''alla Vazquez'') che saltano la linea di pressing avversaria. Vale la pena ribadire, per evitare enfasi eccessiva, che un conto è il calcio di luglio e un altro il calcio della B con i tre punti in palio. Ma se certe cose balzano agli occhi è anche giusto notarle. Buayi Kiala arriva dal Lilla, dove alla sua tenera età, dopo otto anni di settore giovanile, è venuto via da svincolato.
«Lo avevo notato nell'Under 16 francese - spiega Massimiliano Notari - e da lì lo abbiamo seguito sino alle ottime prove offerte in Youth League. E' però un prospetto che faceva gola a tanti. Per arrivare a prenderlo serve tempismo ma anche che si incastrino varie situazioni, che il giocatore e il suo entourage apprezzino il progetto proposto. Per esempio, la competizione con top club europei o anche italiani è molto alta, ma noi supportiamo il ragazzo nello sviluppo di crescita per fare in modo che raggiunga e vada a rinforzare la prima squadra. Per noi l’aspetto principale è sempre quello di contestualizzare le potenzialità del giovane, di capire cioè se e in che modo potrà nel giro di qualche anno dare una bella mano alla prima squadra. Nel caso di Nathan, per giocare in serie B in mezzo al campo servono personalità, intelligenza tattica e ottima tecnica nella capacità di gestire la palla. Mentalmente ci sembra già predisposto a recepire quelle migliorie che Pecchia gli propone giorno per giorno».
Anche quando arrivano ragazzi giovani o giovanissimi, spiega Notari, «il nostro scopo è di lavorare in ottica della prima squadra, portando a casa talenti magari acerbi per poi farli maturare e lanciarli tra i grandi. E, altra cosa importante, qui abbiamo tutti bravi ragazzi, con la testa sulle spalle. E con la giusta personalità per superare l’ultimo passaggio fra settore giovanile e prima squadra».
Intanto a 18 anni Nathan Buayi-Kiala lavora per ripercorrere le orme dei suoi idoli, che sono Tchouameni e Kanté. E i tifosi del Parma sognano assieme a lui.
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