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Lutto

Parma saluta Nestore Nicolucci, campione dell'Arma e di umanità

Parma saluta Nestore Nicolucci, campione dell'Arma e di umanità

19 Settembre 2022, 03:01

Era nato in Romagna, era cresciuto e diventato presto adulto sotto le bombe della Seconda Guerra in Piemonte, poi - giovane carabiniere - aveva fatto di Parma la sua città d’elezione, cui è stato orgogliosamente fedele per 70 anni.

Nestore Nicolucci è morto a 92 anni, vinto nel fisico ma mai nello spirito da una malattia che non è riuscita a togliergli il sorriso con cui ha affrontato ogni tappa della sua vita. Per 35 anni ha servito lo Stato nell'Arma dei carabinieri, corpo nel quale aveva raggiunto il grado di maresciallo maggiore aiutante con cariche speciali. Dopo la scuola sottufficiali di Firenze, aveva dispiegato quasi tutta la sua carriera nella nostra provincia, prima in stazioni sul territorio e poi alla Legione di Parma. Dotato di grande intelligenza e spiccate abilità tecniche, era stato una figura chiave nel reparto specializzato nella cifratura delle comunicazioni più delicate. Una volta in pensione, aveva dedicato energie, tempo ed entusiasmo alla Sezione di Parma dell’Unione Mutilati per servizio, di cui è stato per diversi anni presidente. Terminato il mandato, non aveva diminuito presenza e impegno, mettendo anche le sue abilità tecnologiche a disposizione di colleghi e compagni di sezione.

Inevitabile per lui, con quel cursus honorum, eccellere nell’enigmistica. Ma non era un solutore arido, di quelli con l’enciclopedia sempre aperta. La sua cultura era davvero amplissima, fatto ancora più notevole se si considera che a causa della guerra non aveva potuto continuare a studiare, iniziando giovanissimo a lavorare per aiutare invece la sua famiglia numerosa (era il primo maschio di sette fratelli). E allora non si era avvilito né fermato ma, semplicemente, ha continuato a «studiare» per tutta la vita, animato da una curiosità innata, che ha conservato fino agli ultimi giorni.

Era un perfezionista ma nello stesso tempo è stato sempre umile e dotato di grande capacità di ironia, in primo luogo verso se stesso: le onorificenze di Commendatore e Ufficiale dell'ordine al merito della Repubblica lo avevano inorgoglito, ma era impossibile sentirlo vantarsene. Nato in un’era del tutto analogica, in età avanzata si era convertito al digitale con insospettabile agilità mentale e ogni giorno, anche ben oltre i 90 anni, leggeva la Gazzetta sul tablet.

A queste capacità da «nerd attempato» si accompagnava un’abilità altrettanto speciale per le cose manuali: retaggio delle esperienze di lavoro giovanili prima della carriera militare. Sapeva mettere le mani in pasta in tante cose, ma in particolare - letteralmente - in cucina: le sue pizze erano un cult per i tanti nipoti e per gli amici, le sue torte un dolce vizio figlio di queste capacità affinate dall’esperienza e dalla voglia inesausta di migliorarsi. Lui si schermiva e attribuiva quei successi alla tecnologia, ma era difficile credere a quella timida bugia.

Nestore Nicolucci lascia la moglie Marisa, con cui ha diviso 70 anni di vita insieme, e i figli Marco, giornalista, e Federica, insegnante. Il suo orgoglio erano anche i sei nipoti, cui ha dispensato con discrezione consigli mai saccenti e sempre ispirati da una leggerezza di spirito che sarà ricordata come una delle sue più apprezzate qualità.

I funerali di Nestore Nicolucci saranno celebrati domani alle 11.30 nella chiesa della Santissima Trinità.

Al nostro caro collega
Marco e ai familiari l'affettuoso abbraccio
di tutta la Gazzetta.

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