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GAS ALLE STELLE

Gli amministratori: «Condomìni, bollette quadruplicate, bisogna risparmiare»

Gli amministratori: «Condomìni, bollette quadruplicate, bisogna risparmiare»

02 Ottobre 2022, 03:01

Case fredde e portafogli vuoti: ci aspetta un inverno difficile. Guerra, tensioni internazionali e speculazioni stanno presentando un costo salatissimo alle famiglie. Ormai le bollette, quelle del gas in particolare, fanno più paura delle multe e in tanti, visti i rincari, faranno fatica a pagarle. Cosa succederà a chi non paga?

Condomìni, conti in rosso

L'ennesimo allarme lo lanciano gli amministratori di condominio, perché sanno che nei prossimi mesi il problema rischia di trasformarsi in un'emergenza, soprattutto là dove ci sono impianti di riscaldamento centralizzati. «Ci sono casi in cui è impossibile staccare la fornitura a chi è moroso e quindi gli altri condòmini dovranno pagare le bollette anche di chi non è solvibile». Marco Ceresini, presidente provinciale Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) sa che a dispetto della stagione, i prossimi saranno mesi incandescenti e che gli amministratori di condominio saranno tra l'incudine e il martello. Da una parte ci sono i prezzi dell'energia alle stelle e dall'altra chi deve decidere se pagare la bolletta o mangiare. «Quello del caro bollette non è più solo un problema economico. Rischia di diventare un problema sociale».

Missione risparmio

«Fin da subito, le famiglie dovranno imparare a risparmiare, cioè a ridurre i consumi». Della serie, meno sprechi e più maglioni. «Purtroppo non credo che il prezzo del gas tornerà ai livelli di tre anni fa. Come Anaci stiamo dialogando con i fornitori di energia per capire come i condòmini possano ridurre i consumi negli appartamenti».

Speculatori in azione

Numeri alla mano, in due inverni le bollette sono quadruplicate. E la guerra non è l'unica responsabile. «Il riscaldamento è aumentato del 100% nella stagione termica 2022-23, ma il raddoppio del prezzo c'è stato anche tra il 2021 e il 2022. La guerra in Ucraina è iniziata il 24 febbraio scorso, ma il prezzo del gas, già a dicembre 2021, era 1 euro al metro cubo, quando durante l'inverno precedente oscillava tra i 20 e i 30 centesimi. Questi aumenti dipendono dalle speculazioni».

E mentre in Europa non si trova ancora un accordo sul tetto del prezzo del gas, a Parma (al pari delle altre città italiane più fredde) ci si prepara al salasso. «Se per un appartamento, fino due inverni fa, si pagavano 800 euro di riscaldamento, l'anno scorso la bolletta è raddoppiata a 1.600, mentre questo inverno potrebbe arrivare a 3.200 euro».

Fornitori in crisi

Il mercato è libero, ma cambiare gestore non è detto che sia la soluzione. «Vedo differenze di pochi centesimi tra un distributore e l'altro. A causa dei rincari, ci sono circa cento aziende che forniscono gas e luce a rischio default, quindi difficilmente accetteranno nuovi clienti». Insomma, non c'è modo di difendersi dai rincari. Agli amministratori non resta che parare il colpo. «Si può richiedere l'80 o il 100% in più ai condòmini e poi alla fine della stagione invernale, sulla scorta delle spese sostenute, andare a conguaglio». Piaccia o no, per ora bisogna metter mano al portafoglio. Ma se i soldi scarseggeranno, perché magari si è finiti in cassa integrazione proprio a causa del caro energia? «Quello delle bollette diventerà un problema sociale. Stiamo ancora aspettando interventi dal Governo e dall'Europa».

Termo, si accendono

Ma quando si potranno accendere i termosifoni? Parma è in zona climatica E e quindi gli impianti potranno essere in funzione dal 15 ottobre al 15 aprile per un massimo 14 ore al giorno e una temperatura di 20 gradi. Il Governo ha proposto di posticipare l'accensione di una settimana e di anticipare di sette giorni lo spegnimento. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nei giorni scorsi, ha parlato di «risparmi variabili dell'ordine tra 3 e 6 miliardi di metri cubi di gas in un anno» riducendo il periodo di accensione dei termosifoni, abbassando di un paio di gradi la temperatura all'interno delle abitazioni e ricorrendo a combustibili alternativi.

I «malvestiti» intanto sperano che non faccia freddo, mentre a Torino c'è già chi scende in strada per bruciare le bollette davanti alla sede di Iren.

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