Scomparso
È stato per anni l’indiscusso re del vinile con la sorella Paola nei due famosissimi negozi di dischi: «Discobolo» in via XX Marzo, aperto negli anni Sessanta, e «Discoteca 33» in via Goldoni, aperto negli anni Settanta. Riccardo Schmidt, è morto nei giorni scorsi a 86 anni. Nativo di Ferrara, era giunto a Parma giovanissimo con la famiglia. Il padre lavorava come commesso nel negozio di abbigliamento Vittadello di via Garibaldi.
Famiglia di origini viennesi: un trisavolo di Riccardo era stato cuoco di corte di Maria Luigia. Una passione, quella per la cucina, che Paolo ereditò dal suo avo per poi trasmetterla anche ai figli. Carattere signorile, elegante nel modo di porsi e nell’abbigliamento sempre ricercato del bon vivant, Riccardo aveva la musica nel sangue tant’è che, da giovane, rifiutò un posto in banca per dedicarsi all’organizzazione di eventi musicali ed anche mondani di un certo livello come, nella nostra città, la «Veglia delle diciottenni».
Fu un talent scout e intratteneva ottimi rapporti con i vip della musica leggera: Rita Pavone, Gino Paoli, Lucio Dalla, Albano e Romina, Vasco Rossi, Umberto Bindi e tanti altri. Come pure era legato ad alcuni mostri sacri del settore come Roby Bonardi, Ronnie Jones e Francesco Trezza. I suoi negozi furono un sicuro approdo di molti giovani quando andavano di moda i giradischi portatili, indispensabili accessori per le festine private che si svolgevano solitamente nelle soffitte allestite alla meglio per quei famosi lenti, colonne sonore dei magici Sessanta.
Riccardo e Paola rappresentarono, per anni, i motivi musicali dell’epoca, non solo con i dischi e le cassette che gremivano gli scaffali dei loro locali, ma anche con le note che uscivano all’esterno dei due negozi da un impianto stereo, riversandosi sulle strade magari con i confidenziali motivi del mago del sax Fausto Papetti.
Due porti di mare, quindi, sia il «Discobolo» che «Discoteca 33», bomboniere musicali nel cuore della città e punti di incontro per molti ex giovani anni Sessanta e Settanta che, sull’onda di quelle note, alternavano alle feste, gli impegni di studio e quelli politici.
Abbandonato il mondo della musica, Schmidt, che risiedette per anni a Langhirano, aprì un’impresa di servizi, «Archimede». Era molto legato ai figli Costanza, ortottista nella Clinica Valparma, Gian Luca, chef in un noto ristorante langhiranese, Alessandro, impegnato nel settore musicale, alle sorelle Paola ed Emma e al nipote Gabriele, che frequenta l’istituto d’arte Paolo Toschi. I funerali domani alle 9,30 partendo dall’ospedale Maggiore per la chiesa di San Leonardo.
Lorenzo Sartorio
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