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INFLAZIONE DA INCUBO

A Parma si sborsano 2.803 euro in più. Rincaro medio da 7,68 euro al giorno per famiglia

A Parma si sborsano 2.803 euro in più. Rincaro medio da 7,68 euro al giorno per famiglia

21 Novembre 2022, 03:01

Ravenna, Bologna, Modena, Rimini, Parma e Reggio Emilia. Questo l'ordine dei sei capoluoghi di provincia dell'Emilia Romagna in cui si registrano i più forti aumenti negli ultimi dodici mesi.

A renderlo noto è l'Unione nazionale consumatori, che ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita.

La classifica

In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care si piazza Ravenna dove l'inflazione del 13,9 per cento (la quarta più alta d'Italia), si traduce in una spesa aggiuntiva media per famiglia, pari a 3.359 euro su base annua.

Al secondo posto sempre una città della nostra regione, Bologna, dove il rialzo dei prezzi del 13,2 per cento, (la sesta maggiore inflazione), determina un incremento di spesa annua di 3.293 euro. Sul gradino più basso del podio Bolzano che perde il primato di città più rincarata d'Italia grazie a una crescita dell'inflazione del 12,3 (l'undicesimo posto nazionale) con una spesa supplementare pari a 3.269 euro annui per una famiglia tipo.

Al quarto posto Milano (+11,7 per cento, +3.176 euro), poi Catania, che con un +15,6 per cento ha l'inflazione più alta d'Italia e una spesa di 3.097 euro. Modena (+12,8 per cento, 3.093 euro) è al settimo posto, Trento (+11,7 per cento, +3.062 euro). Seguono Perugia (+13,1 per cento, +3.009 euro) e Brescia (+11,3 per cento +2.980 euro). Chiude la top ten Firenze, +12,7 per cento, pari a 2.962 euro.

Si piazza più indietro Parma, al sedicesimo posto, con una crescita dell'inflazione dell'11,6 per cento e un rincaro medio per famiglia di 2.803 euro). Diciottesima invece Reggio Emilia (+11,4 per cento, + 2.755 euro).

La media nazionale

La media nazionale, per quanto riguarda la crescita dell'inflazione si attesta all'11,8 per cento, mentre i rincari per le famiglie a 2.565 euro.

La Sicilia è la regione con le città con inflazione più alta. Dopo Catania, infatti, al 2° posto c'è Palermo (+14,9 per cento, +2.958 euro) e al 3° Messina (+14,1 per cento, +2.689 euro).

La città più virtuosa è Potenza, con un'inflazione del 9,1 per cento e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a 1.797 euro. Seguono Catanzaro (+10 per cento, +1.868 euro) e Reggio Calabria (+10,4 per cento, +1.942 euro). La città con inflazione più bassa è Aosta, con +8,7 per cento (2.153 euro).

I dati regionali

In testa alla classifica delle regioni più «costose», con un'inflazione annua a +11,9 per cento, si piazza il Trentino che registra un aggravio medio do 3092 euro su base annua per famiglia.

Segue l’Emilia Romagna, dove la crescita dei prezzi del 12,5 per cento implica un'impennata del costo della vita pari a 2.973 euro, terza l'Umbria, +12,7 per cento, con un rincaro annuo di 2869 euro. La regione più risparmiosa è invece il Basilicata, +9,3 per cento, pari a 1801 euro, seguita dalla Puglia (+12,2 per cento, +1975 euro). Medaglia di Bronzo per il Molise (+11,1 per cento, +2032 euro). La Valle d'Aosta ha, invece, l'inflazione più bassa (+8,8 per cento, +2178 euro).

A fare i conti di questi rincari sono le famiglie che, solo per cibo e bevande pagheranno in media 761 euro in più su base annua. Una batosta che sale a 1.038 euro per una coppia di 2 figli, 937 per una con un figlio.

Tenendo conto dell'inflazione nazionale, una coppia con due figli dovrà fare i conti con una stangata vicina ai 4mila euro su base annua, di cui oltre 2 mila euro per energia e combustibili e mille euro per il carrello della spesa.

L.M.

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