OMICIDIO STRADALE
Un primo pomeriggio di metà settembre. Caldo e soprattutto tanta luce su quella striscia d'asfalto dell'autostrada, tra l'uscita A1 di Parma e il bivio per l'A15. Ma il camion era piombato sul furgone fermo nella corsia d'emergenza che segnalava i lavori in corso. E il giovane operaio alla guida era rimasto incastrato in quella trappola di lamiere che era stata sbalzata a oltre cento metri di distanza.
Era morto in un'ordinaria giornata di lavoro, Mariano Laino, 27 anni, origini calabresi, ma con casa e famiglia a Castell'Arquato, nel Piacentino. Travolto da un camionista di origine romena, 56enne, residente a Civitanova Marche, che ieri ha patteggiato 1 anno e 4 mesi per omicidio stradale. Il giudice Purita, che ha anche disposto la sospensione della patente per 9 mesi, gli ha concesso la condizionale.
Né alcol né droga, non c'era nulla di anomalo nel suo sangue. Assai più probabile che si sia trattato di un colpo di sonno o di un'imperdonabile distrazione. Molto meno incerta, invece, la dinamica dell'incidente: il camion, che stava procedendo in direzione Milano, verso le 14,30 ha invaso la corsia d'emergenza tamponando il furgone che stava segnalando dei lavori di sfalcio in corso a 250 metri di distanza.
Un mezzo ben visibile, non solo perché la giornata era serena, ma anche perché il furgone aveva la freccia luminosa che hanno tutti i veicoli per la segnalazione dei cantieri. Mariano Laino era fermo, seduto sul sedile di guida, quando il camion si è schiantato sulla parte posteriore.
L'impatto ha prima scaraventato il furgone contro il guard rail e poi gli ha fatto fare un balzo in avanti di un centinaio di metri.
Tutto così improvviso e rapido che il giovane operaio non ha fatto in tempo a tentare nemmeno una disperata manovra per spostare il mezzo. Ma forse non ha avuto modo nemmeno di realizzare che il camion stesse per spazzare via il suo furgone.
Era atterrato anche l'elicottero del 118 per velocizzare i soccorsi, ma Mariano è morto nell'impatto. Quando sono arrivati gli operatori, erano ormai superflui anche i tentativi di rianimazione.
G.Az.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata