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Vittorio Sgarbi a Parma

«Massima attenzione del Governo su villa Verdi»

«Massima attenzione del Governo su villa Verdi»

di Giovanna Pavesi

22 Dicembre 2022, 03:01

«Che sia privato o pubblico è indifferente: occorre che sia un privato credibile o una fondazione affidabile, che si muova di concerto con il bene pubblico. L’indicazione romantica del ministro Sangiuliano è che la acquistiamo noi ma, ovviamente ad un prezzo realistico, in linea con i valori di mercato. La situazione è ancora in divenire ma l’attenzione mia e del ministro è totale».

Vittorio Sgarbi, critico, storico dell’arte e sottosegretario alla Cultura, quando risponde alla domanda sul perché villa Verdi non debba «andare in mano ai privati» si esprime così. E lo fa con chiarezza, a margine della presentazione di «ModArt in Movement», il progetto artistico di Dario Nasuti, imprenditore tessile e artista designer, che, ieri pomeriggio, alla Galleria d’Arte Centro Steccata, ha mostrato il suo concetto di moda e di arte (che, in un certo modo, si sovrappongono).

«Parma è Verdi, quindi la Fondazione Toscanini, per esempio, potrebbe essere un’altra fondazione che diventa un titolare credibile – ha suggerito ancora Sgarbi-. Occorre che chi la acquista, sia il Comune, sia lo Stato o sia un privato con una fondazione importante garantisca una funzione pubblica di apertura del museo».

Ma al centro della presentazione di ieri pomeriggio del progetto, che Nasuti ha rivelato essere nato «per caso», c’è stata la descrizione di una sorta di rivoluzione sartoriale, che ha portato il fashion designer a incorniciare capi di maglieria, rendendoli sia opere artistiche tridimensionali, sia arte indossata.

«Lavoro nella moda da 30 anni, prima come licenziatario di marchi altrui e ho deciso di creare una linea mia, con una collezione di maglieria speciale: l’ho disegnata, ho iniziato a fare i prototipi e toccandoli mi sono reso conto di aver realizzato qualcosa di più vicino all’arte che alla moda – ha spiegato Nasuti -. Da lì è nata l’idea di trasformare questa collezione di maglia e così ho provato a mettere in cornice i maglioni. Nasco nella moda e pur amando l’arte non voglio rinunciare alla prima: penso che, anche in futuro, infatti, proseguirà a lavorare su questi due fronti, che comunicano e devono convivere».

Come chiarito dall’artista, introdotto da Vittorio Zanini, titolare della galleria, le opere «sono tutte tridimensionali ed escono fuori dalla cornice, non essendo statiche e piatte». Sgarbi, nel commentare la proposta dell’artista, ha ricordato come a metà del ‘900 arte e moda hanno iniziato a intrecciarsi, citando gli esempi di Emilio Pucci e di Vivienne Westwood: «I due mondi sono sempre più paralleli e Nasuti con la sovrapposizione tra arte e abiti può rientrare nell’idea centrale dell’arte novecentesca». «La moda è dinamica, così come lo è l’arte, che è viva – ha concluso Nasuti -. L’arte la puoi esporre e la puoi indossare. Oppure puoi fare entrambe le cose».

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