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IL NUOVO STADIO

Il Tardini resterà chiuso due anni per lavori

Tardini chiuso due anni per il cantiere

di Gian Luca Zurlini

18 Gennaio 2023, 03:01

Il nuovo Tardini sarà uno stadio inclusivo e all'avanguardia per quanto riguarda l'accessibilità per i disabili e avrà un utilizzo allargato a tutta la città per eventi come convention aziendali, seminari, ma anche incontri con le scuole e di altro genere. Ed è per questo motivo che l'attuale proprietà ha deciso di puntare direttamente alla demolizione con ricostruzione di tutti gli attuali spalti e non alla ristrutturazione che invece era prevista nel primo progetto presentato dalla precedente proprietà.

Tardini chiuso due anni

Queste, assieme ad alcune proposte, sono le notizie uscite dal primo dei due incontri in programma ieri sullo stadio Tardini, tenuto nel Laboratorio aperto del Complesso ex San Paolo e rivolto ai cosiddetti “portatori di interesse” di associazioni e del mondo sportivo. Rispetto ai precedenti, l'incontro ha avuto toni molto meno accesi, anche se non sono mancate critiche e sollecitazioni rivolte a Stefano Perrone, direttore operativo del Parma calcio. Dal vicepresidente provinciale dell'Anmic Umberto Guidoni è arrivata la proposta di «fare in modo che, i posti riservati ai disabili possano essere affiancati anche da seggiolini comuni, in modo da poter vedere la partita anche vicino a un amico. Inoltre sarebbe opportuno studiare la possibilità di un servizio audio che vada in aiuto dei non vedenti per “vivere” la partita allo stadio capendo anche cosa sta succedendo sul campo». Perrone ha preso atto dei suggerimenti e ha quindi annunciato che «la demolizione totale comporterà il vantaggio di poter offrire tutte le possibilità tecnologiche e di materiali più moderne. L'obiettivo è di arrivare a uno stadio in cui ci sia il maggior confort possibile, anche a scapito della capienza, che invece era l'obiettivo della ristrutturazione fatta a inizio degli anni '90». I lavori, nella previsione progettuale del Parma calcio, comporteranno però la chiusura totale dell'impianto per due anni, durata prevista del cantiere: «Si tratta di un grosso sacrificio sia per la società in termini di mancate entrate che per i tifosi che non potranno vedere la squadra nel “loro” impianto, ma è la soluzione scelta per concludere il cantiere nel minor tempo possibile e contenere così anche i disagi per i residenti».

Il nome commerciale

Rispondendo a una sollecitazione di Roberta Roberti di Parma Pubblica su come si arriverà alla sostenibilità del Piano economico finanziario che prevede costi a carico totalmente del Parma calcio e sull'eventuale cambio di nome dello stadio a cui si sono detti contrari sulla Gazzetta gli eredi della famiglia, Perrone ha detto che «la denominazione Ennio Tardini è scolpita nella pietra all'ingresso e rimarrà nella toponomastica. Però i due punti chiave dei ricavi del piano sono l'affitto che la società utilizzatrice pagherà al soggetto realizzatore dell'intervento (che non potrà essere il Parma calcio ndr) e la denominazione commerciale dell'impianto data da uno sponsor. A questo si aggiungerà la parte commerciale, che comunque sarà di circa 2.000 metri quadrati e vedrà solo negozi dai 40 ai 200 metri di superficie».

La comunità energetica

Fabrizio Storti, prorettore alla Terza missione presente per l'Università, ha quindi parlato del fatto che «il Tardini possa diventare una grande comunità energetica in grado di ridurre i costi per i residenti nelle zone più vicine all'impianto e dando così un concreto ritorno di benefici da contrapporre agli inevitabili disagi nei giorni delle partite». Anna Kauber, del comitato Tardini sostenibile, ha però sottolineato che «appare difficile che il fotovoltaico del Tardini possa produrre molta energia in sovrappiù rispetto alle esigenze di un impianto energivoro. E comunque questo si potrebbe fare anche una ristrutturazione, molto meno impattante di una demolizione totale». Perplessità sul cantiere sono state espresse anche da Franco Bernardi, dell'associazione «Mind for Music» che gestisce lo spazio del casinetto Petitot, mentre Francesco Fulvi ha sottolineato «i rischi collegati alla durata dei lavori». In chiusura Perrone ha annunciato che «gli eventuali concerti saranno al massimo 4 all'anno e con 10mila spettatori di capienza».

Gian Luca Zurlini

© Riproduzione riservata

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