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Appello dal Cile

«Aiutatemi a ritrovare la vita parmigiana del bisnonno Lesignoli»

«Aiutatemi a ritrovare la vita parmigiana del bisnonno Lesignoli»

31 Gennaio 2023, 03:01

Se in questo mestiere ci sono storie che chiamano subito altre storie, quelle che raccontano la ricerca delle origini o di un pezzo della memoria familiare sono tra le primissime.

C'è un bisogno profondo di rispondere al «da dove veniamo», di unire i tasselli di vite che a volte purtroppo abbiamo solo sfiorato o di onorare il ricordo di chi ci ha lasciato aneddoti, nomi, luoghi ma senza potercene affidare il filo e il finale. Non è dunque un caso che un appello da oltre oceano arrivi dopo la missione compiuta - grazie anche a lettori e lettrici - di ritrovare i discendenti del soldato Pinazzi.

Stavolta c'è di mezzo una vicenda molto complessa: pesca in un tempo lontano e va maneggiata con delicatezza assoluta. Racconta di ferite forse mai rimarginate, di pezzi di passato che non si potevano o volevano dire ma anche - appunto - di un presente che è desiderio di sciogliere nodi e di colmare i vuoti. Di capire se gli affetti mai vissuti si possono ritrovare e ricostruire.

Partiamo, dunque. E partiamo dall'appello arrivato via email qualche giorno fa in redazione. Mittente: Leandro Reboiras. Ha 55 anni, è uno scienziato politico argentino che vive in Cile dal 2007, occupandosi di popolazione, migrazione e sviluppo alla Commissione economica per l'America Latina e i Caraibi. Ma ciò che conta nella richiesta ha a che fare con la linea estesa dei suoi cognomi: Finardi Vallejo Lesignoli. L'ultimo soprattutto: Lesignoli. «Appartiene a Corina, la madre del mio bisnonno Leonida: da quello che sappiamo non gli ha mai rivelato chi fosse suo padre, un parmigiano come lei. E sebbene si tratti di vecchie storie e non ci siano i più protagonisti di quelle vicende familiari - spiega Reboiras - ho la speranza che si possa trovare qualche traccia del legame paterno di Leonida in qualche racconto che si è tramandato tra i suoi parenti a Parma. Ma mi piacerebbe anche poter ricostruire gli anni che il bisnonno passò in città prima di raggiungere la madre, emigrata in Argentina». Vicenda complessa e intricata, dicevamo.

Per andare con ordine è necessario fare un lungo salto indietro, alla seconda metà dell'Ottocento. E' il 5 marzo 1862 quando Corina Lesignoli nasce a Vigatto. Il padre Noe era un falegname, la mamma - Francesca Magnani - una filatrice, e ben 17 i fratelli e le sorelle che accompagnarono la prima fase della sua vita. Ha 22 anni quando nasce Leonida Ercole, battezzato nel Duomo di Parma il 6 maggio 1884, quattro giorni dopo la sua nascita. Non era sposata, Corina, e a quanto risulta mai volle - dolore profondissimo, vergogna, rabbia, disillusione? - rivelare il nome del padre. Ciò che è certo è che proprio in quel 1884 la giovane donna decide di partire per Buenos Aires, lasciando quel bimbo ancora piccolissimo alle cure della sua famiglia.

E' proprio durante il viaggio in nave che la sua vita prende una piega forse insperata, almeno nei tempi: a bordo conosce Luis Dupuy, origini francesi, l'uomo che all'arrivo nel nuovo Paese sposò e la rese madre di altri quattro figli: Ernesto, María Justina, Delicia e Alfredo.

E Leonida? Lasciò Parma nel 1891, a 7 anni, per raggiungere Corina ed entrare a far parte della nuova famiglia e della storia degli italiani d'Argentina, che - come suggerisce il bisnipote - «deve essere stata un'esperienza difficile e non esente da privazioni, tristezze, malinconia di casa e della terra lasciata alle spalle». Ma anche di orgoglio e soddisfazioni conquistate, come racconta il resto della sua esistenza

«Studiò infatti al collegio industriale “Otto Krause”, allora il più importante della capitale per gli studi tecnici. Nel corso degli anni è diventato costruttore e imprenditore. Aveva la targa/licenza numero 001 come costruttore del Comune di General Pueyrredón, e al suo nome sono legati alcuni degli edifici più emblematici e aristocratici della località balneare di Mar del Plata, sulla costa atlantica argentina», scrive Leandro Reboiras. E' alla nonna Matilde Lesignoli - morta nel 2017 a 97 anni - che deve il patrimonio di storie e aneddoti familiari a cui manca però un pezzo importante.

«Non sappiamo con chi e come Leonida trascorse quei primi anni della sua infanzia a Parma. Sappiamo che da adulto tornò alcune volte in Europa, ma mai nella sua città d'origine per visitare la numerosa famiglia materna. Forse conservava tristi ricordi di quegli anni senza la madre, insieme al segreto sull'identità del padre, che forse anche per lui rimase un mistero», ipotizza il bisnipote. Che spera nell'aiuto - attraverso la Gazzetta - di chi potrebbe riconoscere questa storia. «So che dopo tutto questo tempo sarà difficile rintracciare discendenti - ammette -. Tuttavia, qualsiasi informazione che mi permetta di ricostruire parzialmente il puzzle delle mie origini sarebbe molto apprezzata e benvenuta. Non sono ancora riuscito a visitare Parma ma è nei miei progetti di viaggio futuri e spero non troppo lontani». Soprattutto se il destino deciderà di mostrare i suoi segni. Noi con fiducia li aspettiamo: l'indirizzo è chiara.cacciani@gazzettadiparma.it

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