Calcio femminile
Felino La finale di Coppa Italia Eccellenza Emilia-Romagna, persa tre settimane fa a Savignano sul Panaro con l’Accademia Spal solo ai supplementari, nonostante i 75’ in inferiorità numerica, è stato finora il punto più alto dell’ottima stagione da matricola del neonato Felino femminile, che dopo il terzo posto della prima fase (secondo miglior attacco e seconda difesa meno perforata del girone) sta ora disputando la poule promozione in Eccellenza a otto squadre, in cui nelle prime due giornate il bilancio recita una vittoria e una sconfitta.
Domenica è in programma l’impegnativa trasferta di Modena, già battuto in semifinale di Coppa in uno dei momenti più esaltanti del cammino sopra le righe del gruppo a disposizione di Hicham Miftah.
«Abbiamo fatto un buon percorso, non avevamo demeritato nemmeno in finale malgrado fossimo ridotti in 10 contro una corazzata retrocessa dalla serie C» spiega Giò Ferrari, responsabile del settore giovanile maschile e femminile e direttore sportivo della prima squadra femminile d’Eccellenza del Felino.
«Io e Hich - aggiunge - siamo amici da tempo e alla prima occasione gli ho chiesto di venire a darci una mano. All’inizio eravamo in poche, poi in 4-5 mesi, grazie anche alla mia grande determinazione e volontà, abbiamo raggiunto risultati inaspettati. Si è costituito un mix perfetto tra giocatrici più esperte e giovani: nutro un enorme rispetto nei confronti delle ragazze, le stiamo facendo sentire come se fossero a Parma o Sassuolo». Ma senza eccessive pressioni. «Il nostro segreto è la tranquillità, le ragazze devono trovarsi a loro agio in un ambiente sano e costruttivo. Abbiamo già dimostrato di potercela giocare con tutte e possiamo ben figurare nella poule promozione. Stiamo gettando le basi per il futuro, se non sarà quest’anno nella prossima stagione punteremo a vincere».
Un compito affidato all’allenatore Miftah, ex attaccante, tra le altre, di Catania, Reggiana, Como, Crociati Noceto, Lentigione e in passato già sulle panchine della Berretti della Pergolettese e dell’Under 17 della Reggiana. «Abbiamo una squadra giovane con un po’ d’esperienza, non conoscevo il calcio femminile se non da spettatore però quello che mi colpisce è che non mollano niente, hanno sempre voglia di allenarsi e a volte bisogna quasi frenarle - sorride -: il livello è molto buono, pensavo di incontrare delle difficoltà, soprattutto, all’inizio ma mi ritengo più che soddisfatto. Non si inventa niente, il calcio è lo stesso dalla serie A alla Terza Categoria e anche tra le donne perché alla fine contano l’interpretazione e l’atteggiamento. Nel femminile devi essere più psicologo e mental coach dicendo le cose giuste al momento giusto».
Solo così si possono ottenere traguardi insperati alla vigilia. «L’obiettivo è arrivare il più in alto possibile, non vogliamo fare il passo più lungo della gamba ma dobbiamo ambire a una crescita graduale e costante. La società ci dà tutto e non ci fa mai mancare nulla, il ds Giò Ferrari ha costruito una bella squadra e ci mette l’anima ogni giorno».
E alle spalle della prima squadra c’è anche la Scuola Calcio in continua espansione. «Abbiamo quaranta bambine nate dal 2011 al 2015 - conclude Ferrari - organizzeremo in primavera altri Open Day in collaborazione con il Parma Calcio. A Felino ci sono tutte le caratteristiche per praticare calcio a buon livello nel migliore dei modi».
Marco Bernardini
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