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I DATI

Abitazioni sfitte, sono oltre 70mila in tutto il parmense

Abitazioni sfitte, sono oltre 70mila in tutto il parmense

01 Marzo 2023, 03:01

La fotografia delle abitazioni sfitte nel parmense racconta situazioni completamente diverse tra loro. I due «estremi» sono rappresentati da Torrile e Bore. Nel comune della Bassa il rapporto tra gli immobili totali e quelli non abitati è il più basso di tutta la provincia: 3.201 abitazioni su 3.584 sono occupate, poco più del dieci per cento. Una percentuale bassa se si considera che la media di tutta la provincia di Parma si attesta poco sopra al 26 per cento (inferiore alla media nazionale, pari al 30 per cento).

Più contenuta rispetto alla media anche la percentuale di case sfitte in città, che si conferma un grande polo attrattore. A Parma le abitazioni sono complessivamente 107mila, ma 16mila sono sfitte. Significa poco più del 15 per cento.

Completamente diverso quello che accade a Bore, Tornolo e, più in generale, in numerosi comuni della montagna dove lo stesso calcolo porta ad un risultato decisamente più alto, pari al 73 per cento. A Bore infatti sulle 1.555 abitazioni totali, quelle occupate sono 411.

Lo studio
Il quadro emerge da un recente studio di Openpolis che analizza i dati dell’Istat (i valori sono quelli del 2019, ossia gli ultimi dati disponibili). Una ricerca che mappa le case sfitte in tutta Italia. «La presenza o meno di case abitate su un territorio - si legge nella ricerca - può essere legato a quanto quella determinata area risenta di periodi di crisi economica, dell’eccessiva lontananza da zone con servizi più capillari ed efficienti ma anche del calo demografico che si sta registrando».

Non solo. «Le dinamiche demografiche incidono in misura più impattante sulle aree interne, ossia quelle periferiche - continua lo studio - più soggette a spopolamento e invecchiamento della popolazione. Queste zone infatti sono quelle caratterizzate dalle distanze maggiori rispetto ai servizi essenziali».

La montagna
Nella classifica dei territori con più case sfitte ci sono soprattutto i comuni montani. Oltre a Bore e Tornolo non va meglio a Monchio (71,7 per cento), Corniglio (69,8 per cento), Tizzano (67,8 per cento) e Berceto (67,1 per cento).

Prendendo in considerazione solamente questi sei Comuni, infatti, l’ammontare complessivo delle abitazioni supera le quindicimila unità. Ma di queste solamente 4.552 sono utilizzate. Bisogna però tenere presente la presenza di numerose seconde case, spesso utilizzate soltanto nei mesi estivi.

Simile la situazione anche in altri comuni dell'Appennino e della Bassa dove la percentuale di case sfitte rimane ampiamente sopra la media.

Le zone virtuose
Sono invece diciassette i comuni con un numero di case sfitte sotto la media provinciale. Si tratta di: Torrile, Parma, Colorno, Fidenza, Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Fontevivo, San Secondo, Noceto, Sala Baganza, Medesano, Fontanellato, Traversetolo, Sorbolo Mezzani, Soragna, Sissa Trecasali. Nella maggior parte dei casi si tratta di comuni mediamente vicini al capoluogo o dotati di servizi e infrastrutture che favoriscono la vivibilità e agevolano gli spostamenti.

Il commento
L'avvocato Antonella Maestri, vicepresidente e consulente di Confedilizia, analizza la situazione partendo dai dati della città. «La percentuale di immobili sfitti in città è contenuta - dichiara -, questo dimostra che c'è una grande tenuta del mercato degli affitti. Le ragioni di questo andamento sono molteplici. L'occupazione rappresenta uno dei dati più importanti che influenza l'andamento del mercato degli affitti e le compravendite immobiliari». «In città poi - prosegue - bisogna tenere conto degli effetti positivi legati alla presenza dell'Università e dell'ospedale».

Le ragioni che possono portare un proprietario a lasciare sfitto il proprio alloggio sono molteplici: il timore di non poter disporre del proprio immobile, ma anche la morosità degli inquilini. «I nostri associati - conferma Antonella Maestri - sono complessivamente soddisfatti dell'andamento del mercato e offrono in affitto appartamenti di livello superiore rispetto al passato, venendo incontro alle esigenze degli inquilini. Il vero problema è invece rappresentato dai negozi di vicinato sfitti che, soprattutto nel centro storico, hanno raggiunto numeri davvero preoccupanti».

Il futuro
La popolazione italiana sta diminuendo. L'Istat prevede che nel 2070 i residenti non raggiungano nemmeno la soglia dei 50 milioni. Un dato preoccupante, che tocca inevitabilmente il nostro territorio, anche se maggiormente attrattivo di altri. A farne le spese saranno soprattutto le aree più periferiche. «Si stima - spiega lo studio - che da qui al 2031 i comuni nelle zone rurali registreranno una riduzione della popolazione del 5,5 per cento».

Una situazione che rischia quindi di fare aumentare ulteriormente le case sfitte anche nel parmense.

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