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Serie D, una cavalcata trionfale

Il Catania «parmigiano» torna tra i professionisti

Il Catania «parmigiano» torna tra i professionisti

23 Marzo 2023, 03:01

La Catania calcistica è rifiorita, con qualche giorno d'anticipo rispetto all'arrivo della primavera. È risorta migliore dalle sue ceneri, leggasi fallimento con annessa esclusione dal campionato di serie C sancita nell'aprile dello scorso anno. Undici mesi nei quali, alle pendici dell'Etna, è cambiato tutto. Al culmine di una cavalcata dai numeri impressionanti (24 vittorie su 28 partite giocate, 22 punti di vantaggio sul Locri secondo in classifica quando mancano ancora sei giornate alla fine), il club rossazzurro ha festeggiato domenica scorsa a Caltanissetta il ritorno tra i professionisti, battendo il Canicattì.

Una macchina perfetta quella assemblata da Rosario Pelligra, imprenditore australiano di origini siciliane che l'estate scorsa ha avviato l'operazione rilancio. L'impresa è figlia di un progetto ambizioso che ricorda la scalata del Parma partita nel 2015, anche in quel caso dopo dolorose vicissitudini societarie. E di quel Parma, il «nuovo» Catania ha attinto professionalità e programmazione, affidandosi al direttore generale Luca Carra. Che della rinascita crociata era stato uno dei pilastri, dietro la scrivania. «A Catania me lo hanno detto sin dal primo giorno che per loro sono un portafortuna» sorride Carra. «A Parma è stato compiuto un miracolo sportivo: a prescindere da quanti anni occorreranno per riportare la piazza di Catania dove merita, l'importante è che ci sia una progettualità solida».

Ha conosciuto una serie D «diversa» da quella vissuta con il Parma?

«Per certi aspetti sì: sul piano logistico una trasferta in Calabria è più impegnativa di una in Emilia-Romagna. Però ci sono anche molteplici punti di contatto».

Ad esempio?

«La difficoltà, incontrata già col Parma, nel trovare in determinate realtà impianti attrezzati per ricevere una tifoseria come quella del Catania. E poi l'entusiasmo e la carica agonistica delle avversarie che, affrontando una squadra dal grande blasone, vivono la partita come fosse quella della vita, facendola diventare quasi più importante dello stesso obiettivo stagionale».

Il Catania, proprio come il Parma di allora, si è dimostrato un rullo compressore.

«Vincere non è mai scontato nel calcio: nemmeno se hai grandi nomi e capacità di investimento. Il successo è sempre frutto dell'instancabile opera di chi, all'interno di un club e nei rispettivi ruoli, cerca di fare quotidianamente il massimo. A Catania ogni decisione è stata condivisa, in totale armonia. Poi, certo, archiviare il discorso promozione con così largo anticipo è un risultato andato oltre le aspettative, sebbene fossimo consapevoli delle qualità della squadra. Una stagione indimenticabile, che però non è finita: ci sono ancora diverse partite e una Poule scudetto da onorare».

L'exploit del Catania, in questi giorni, è al centro delle cronache di tutte le maggiori testate nazionali.

«A Caltanissetta si è registrata una massiccia presenza di operatori dell'informazione, inviati dai media più importanti. Un qualcosa di inimmaginabile, per una partita di serie D. Ecco, questo fa comprendere quanto sia attrattiva Catania».

Come si trova in Sicilia?

«Si vive bene, in tutti i sensi. Catania ho imparato a conoscerla giorno dopo giorno: è diversa da Parma, ma con tratti simili. Per quanto riguarda il calcio, ad accomunare queste due città è il senso di appartenenza della gente, l'amore per la maglia, il fatto che la squadra di calcio sia considerata portatrice dei valori della comunità».

Il Catania vola, su ali «parmigiane»: si aggiungerà anche Bresciano alla lista degli ex crociati ora rossazzurri?

«Mark sta riflettendo, perché vive e ha interessi in Australia: ci farebbe piacere averlo con noi».

E Rosario Pelligra come lo definisce?

«Un imprenditore illuminato, ma soprattutto il primo tifoso di questa squadra: lui è catanese dentro».

Vittorio Rotolo

© Riproduzione riservata

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