IL CASO
Commercianti del centro storico esasperati per le scorribande di ragazzini che entrano ed escono dai negozi, creando scompiglio e facendo scappare i clienti.
Sono arrivate diverse segnalazioni di negozianti per questa situazione cha va avanti da giorni. «Siamo esasperate – si sono sfogate due commercianti che hanno negozi in pieno centro storico – per queste bande di ragazzi, sui 15-16 anni, che all’improvviso entrano nel negozio, anche quando ci sono altri clienti, non riuscendo a capire cosa vogliono dimostrare. Entrano in sei o sette e si aggirano nel negozio, creando confusione, gridano, si agitano, facendo scappare i clienti ''veri''. Non hanno portato via nulla, ma creano una situazione surreale. Ormai ogni due o tre giorni si ripete la stessa scena. Abbiamo saputo che sono entrati in altri negozi del centro, sempre comportandosi incivilmente. Ma dove vogliono arrivare creando questo caos? Non si capisce veramente lo scopo di questi comportamenti. Forse vogliono solo rovinare il nostro lavoro in un momento già particolarmente critico».
Per contrastare il fenomeno si pensa ora di utilizzare la videosorveglianza «almeno per riuscire a identificarli e magari poi far sapere alle loro famiglie cosa fanno nel tempo libero i loro figli. Vorremmo chiedere a questi adolescenti cosa significano nel loro linguaggio questi comportamenti. Almeno saremmo in grado di comprendere cosa sta succedendo. Forse si tratta solo di un modo per sfogarsi, ma rompendo le scatole a chi lavora».
Sull'argomento interviene Daniele Aiello di MiglioriAmo Fidenza. «Nonostante i progetti sul disagio giovanile sbandierati dall’assessore ai Servizi sociali che solo oggi cita gli educatori di strada, assistiamo a un netto peggioramento comportamentale di molti adolescenti in città - afferma -. Ora assistiamo addirittura a bande organizzate per disturbare il lavoro dei commercianti in centro storico che già tanti problemi devono affrontare anche a causa della cecità di questa amministrazione rispetto alle loro esigenze. Occorre secondo noi agire sia dal punto di vista educativo e qui ci aspettiamo che il lavoro degli educatori di strada ci sia non solo nei proclami dell’assessore Frangipane che repressivo, tramite la Polizia locale che dovrebbe vigilare di più su certe situazioni, piuttosto che occuparsi un po’ troppo dei divieti di sosta».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata