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CULTURA

Regio, la programmazione sarà triennale

Regio, la programmazione sarà triennale

06 Aprile 2023, 03:01

Un Teatro Regio vocato a una programmazione di medio termine e non più solo anno per anno e guidato da una Fondazione in cui il sovrintendente non sia una guida solitaria ma la guida di un gruppo di professionisti specializzati in vari ruoli.

E' questa la sintesi dell'audizione del sovrintendente della Fondazione Teatro Regio Luciano Messi, che ieri pomeriggio per la prima volta ha riferito alle due commissioni Cultura e Partecipate sull'attività svolta e in corso di preparazione. Una relazione, per la verità, povera di numeri e di annunci concreti, ma con molta enfasi su un cambio di passo nella gestione del teatro cittadino.

Le novità per il futuro

Messi ha ricordato le nomine fatte in questi mesi «tutte di persone di alta competenza e capacità nei rispettivi ruoli» e quindi ha parlato «dell'accordo soddisfacente raggiunto con il Coro del Teatro Regio, che è una parte importante della nostra progettualità e con il quale sono state superate le difficoltà incontrate nel recente passato». Il sovrintendente ha poi parlato di due novità per il futuro: «Visto che per il 2023 era ormai impossibile intervenire, stiamo pensando a una collaborazione artistica con Teatro Due per l'edizione 2024 del Festival Verdi. Per il 2025, invece, è previsto il ritorno di una produzione di un'opera con valenza internazionale».

Nessun vincolo

Sollecitato dalle domande di Priamo Bocchi (Fdi) e Federica Ubaldi (Cp), Messi ha sostanzialmente sorvolato sui temi più «spinosi» del passato come il nuovo statuto («L'autonomia della Fondazione non è in discussione, anche se avere come socio unico il Comune comporta un rapporto certamente più stretto con l'ente che in passato») e quello del contenzioso legale con l'Orchestra del Regio, «liquidata» dall'ex sindaco Pizzarotti nel 2012: «C'è in calendario un pronunciamento della Cassazione (a maggio ndr) e attendiamo quella sentenza. Non è questo il luogo in cui parlare di una situazione su cui mi sono informato, ma di cui ho semplicemente preso atto». Infine, detto dei conti in ordine, «per il futuro pensiamo a un legame sempre più stretto col territorio»

g.l.z.

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