PRESSIONE FISCALE
Bore incassa più di Venezia. Ma anche altri quattro piccoli comuni montani come Tizzano, Berceto, Corniglio e Monchio hanno più entrate pro capite legate alle tasse e alle imposte rispetto alla Serenissima che, stando all'indagine di Openpolis sui bilanci consuntivi 2021, tra le grandi città italiane è quella che incassa di più dai suoi cittadini e dai turisti (993,88 euro a persona).
In fondo alla classifica invece c'è Felino, il cui sindaco assicura che nei prossimi anni non alzerà le tasse. Anche il primo cittadino di Sorbolo Mezzani si vanta del penultimo posto, anche se va detto che a Bore, e negli altri comuni in vetta alla classifica, non per forza i cittadini sono schiacciati dal peso di tasse e imposte.
Molto più probabilmente, ed è proprio il caso di Bore e degli altri quattro comuni che nel Parmense superano i mille euro per abitante, a spingerli in alto nella classifica è l'Imu pagata per le seconde case, che in montagna sono un rifugio da maggio a ottobre, prima di vedere molti paesi tornare a spopolarsi in inverno.
Su 44 comuni, Parma si piazza al 29° posto, con un'entrata pro capite derivante sostanzialmente dall'Imu, dalla Tari e dall'addizionale comunale Irpef di 621,26 euro. Al 22° posto si incontra Fidenza, con un'entrata di 665,69 euro.
Lotta all'evasione
Nel 2022 il gettito ordinario dell'Imu per il Comune di Parma è stato pari a 54,4 milioni di euro, 400mila euro in più del previsto, mentre gli avvisi di accertamento spediti finora hanno un valore pari a 8,3 milioni di euro. A fine gennaio il Comune aveva incassato circa un milione dall'Imu non pagata negli anni precedenti. «Per quanto riguarda invece la tassa di soggiorno, per il 2023 abbiamo stimato un incasso di 1,8 milioni di euro. Certo, non siamo ai livelli di Venezia». Marco Bosi, assessore al Bilancio, difende «i progressi fatti negli ultimi anni dal Comune nella lotta all'evasione», ma poi ricorda: «Le leve fiscali per i Comuni sono molto limitate. Però io ritengo che il compito principale degli enti locali non sia legato alla fiscalità, bensì all'erogazione dei servizi». L'assessore poi ricorda alcune agevolazioni Imu che verranno mantenute - come quella per gli anziani ricoverati nelle strutture di cura - e il taglio del 50%, riservato a bar e ristoranti, della tassa per l'occupazione di suolo pubblico.
Villeggianti tassati
D'inverno si spopolano e sono abitati prevalentemente da anziani. Ma d'estate è un'altra storia. «Da maggio a ottobre si ripopolano le seconde case. Arriva gente da Parma, Piacenza, Cremona, Fidenza e anche da Milano». Diego Giusti, sindaco di Bore, spiega l'exploit del suo Comune: «La nostra prima entrata è legata all'Imu, perché su un bilancio di circa 800mila euro, l'Imu cuba circa 500mila euro». Quindi, nel secondo comune meno abitato del Parmense (il più piccolo è Valmozzola) la presenza di tante seconde case è una manna per le casse municipali. «Nel 2021 abbiamo abbassato l'aliquota all'1,06%, mentre prima era all'1,12%».
A Bore, garantisce il primo cittadino, gli abitanti non vengono super tassati. «Dall'addizionale comunale Irpef abbiamo un incasso di circa 75mila euro, ma abbiamo deciso di aumentare la soglia di esenzione portandola ad 8mila euro». E per quanto riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti? «Incassiamo circa 180mila euro, che usiamo per pagare gli operai che fanno la raccolta».
Attenti ai servizi
A Filippo Casolari, sindaco di Felino da ottobre 2021, l'ultimo posto in classifica per la tassazione pro capite non dispiace. «Quando mi sono insediato come sindaco - afferma - ho trovato una tassazione al massimo. Quindi non è intenzione di questa amministrazione mettere ancora le mani nelle tasche dei cittadini. E visto che la gente paga, credo sia giusto garantire agli abitanti di Felino un'alta qualità dei servizi. A partire da quello della raccolta rifiuti».
Pierluigi Dallapina
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