Morto nel sonno in Trentino
«Il sorriso di Nicola»: se chiedi oggi agli amici, increduli, straziati, con la voce rotta che cosa resterà per sempre in loro di Nicola Rinaldi tutti, con un filo di fiato, risponderanno la stessa cosa: il suo sorriso. E anche se fa male da impazzire a tutti scappa una mezza smorfia a ripensare a quel gigante buono che rideva e scherzava sempre, che amava il vino e le moto e che di colpo, nel bel mezzo di un fine settimana che pareva perfetto, ha smesso di vivere.
Si, perché Nicola Rinaldi, 26 anni appena, è morto all'improvviso l'altra notte sul furgone dove dormiva con due amici arrivati con lui a seguire una tappa della coppa del mondo di motocross in Trentino. C'era la passione per i motori, la gioia di essere insieme, la felicità di essere giovani: e di colpo non c'è stato più nulla.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Riva del Garda il ragazzo, che aveva raggiunto la località di Pietramurata per seguire le gare iridate sulla vicina pista di motocross Ciclamino, sabato sera si sarebbe coricato nel camper per la notte senza manifestare alcun problema, tranquillo come sempre.
Al mattino di ieri però, i due amici, hanno notato che non si svegliava e hanno lanciato l'allarme: sul posto sono arrivate le ambulanze del 118 e da Trento si è alzato anche l'elicottero. Ma poco dopo ha invertito la rotta: il cuore del giovane aveva cessato di battere. E i medici hanno potuto solo constatare che non c'era più nulla da fare.
Ovviamente sul luogo, un grande prato trasformato in parcheggio per le centinaia di furgoni di appassionati di gomme tacchettate arrivati da tutt'Italia così come da altri Paesi, sono accorsi i carabinieri chiamati a chiarire le cause del decesso. L'analisi del corpo ha escluso responsabilità di terzi e la sola ipotesi è quella di un malore improvviso che lo ha colto nel sonno, tanto che non è stato neppure disposta l'autopsia.
Gli amici sconvolti hanno allora chiamato casa e subito, tra Langhirano, Casatico e Panocchia si è sparsa la notizia. «Subito non ci sembrava neppure vero – mormora un amico.- Sabato ci eravamo sentiti e Nicola era come al solito, carico ed entusiasta». Pieno di vita come lo ricordano tutti, sempre pronto ad organizzare e condividere. «Faceva parte del consiglio direttivo del circolo Il Ciclone di Panocchia e come tanti altri dava una mano a far funzionare la struttura. E lo faceva a modo suo, con passione irresistibile».
Ma quando il destino decide di giocare la sue carte non c'è nulla che possa cambiare la mano sbagliata.
Rinaldi, una grande passione per le moto ereditata dallo zio Michele, campione del mondo di motocross con la Suzuki nel 1984, viveva a Casatico in una grande casa con i genitori e i fratelli e lavorava nella cantina Ariola di Calicella di Pilastro. «Ma soprattutto era un ragazzo di gran cuore, sempre disposto ad aiutare tutti, uno che trascinava la compagnia - ricorda un altro giovane che lo rivede con la stecca da biliardo in mano nel circolo di Panocchia.
Una delle tante immagini che ora si rincorrono tra gli amici che, ieri pomeriggio, si sono ritrovati. Come se il dolore potesse essere tenuto a bada stando insieme, condividendolo. Ripetendo come un mantra che «non è giusto».
«E' così, e non lo diciamo perché ora non c'è più, perché era un nostro amico - si sfoga un altro ragazzo. - Nicola era quello che creava le occasioni, che rendeva le serate speciali. Per lui c'era sempre una occasione per festeggiare, per vivere». Come se sapesse che di tempo, invece, ne avrebbe avuto troppo poco. Il suo corpo ritornerà a casa nelle prossime ore e tutti si preparano a salutarlo, a dirgli ciao per l'ultima volta. Ma nulla cancella il pianto dell'amico che scuote la testa e non si da pace: «Non riesco a pensare al domani senza di lui. Nicola era una parte fondamentale delle nostre vite».
Luca Pelagatti
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