Viale Solferino
Alle 18 del venerdì sera, in particolare nella bella stagione, il quartiere Cittadella è sempre animato.
Ci sono i runner che si allenano nel parco, chi si sposta per il rito dell’aperitivo con gli amici, chi rientra a casa dal lavoro e chi ancora va e viene da uffici e attività della zona.
Dal lavoro stava anche rientrando una signora parmigiana che, come tutte le volte che il meteo lo consente, in sella alla sua bicicletta pedalava su viale Solferino in direzione dello Stradone. Ma, l’altra sera, il breve tragitto da percorrere è stato malamente interrotto da uno scippatore.
«Stavo parlando al telefono con mia figlia e avevo gli auricolari bluetooth che mi permettevano di tenere le mani sul manubrio quando un ragazzo mi ha affiancata, ha afferrato la borsa che tenevo appoggiata nel cestino e agganciata alla bici ed è filato via a tutta velocità».
Fortuna ha voluto che la tracolla si sganciasse, lasciando «sfilare» da sotto il naso la borsa, ma evitando alla donna una caduta potenzialmente molto pericolosa. A questo punto l’adrenalina ha fatto il resto.
Determinata a non lasciarsi portare via documenti, iphone e altri oggetti personali, la donna ha spinto con grinta sui pedali e ha iniziato a inseguire il ladro, gridando a pieni polmoni per attirare l’attenzione delle persone che in quel momento si trovavano nelle vicinanze.
«Avevo talmente tanta rabbia in corpo per quello che era successo che ho urlato come non mai e pedalato con tutta l’energia che avevo nelle gambe». E mentre il balordo cercava di far perdere le sue tracce infilando una dietro l’altra le strade secondarie dell’isolato, prima che la distanza facesse disconnettere gli auricolari interrompendo la conversazione, la donna è riuscita a chiedere alla figlia di tracciare la posizione del telefonino e, di conseguenza, della borsa.
Nel frattempo anche le grida avevano raggiunto il loro scopo e all’inseguimento - su due ruote e digitale - si sono così aggiunti anche un uomo e una donna. «Due persone che non conoscevo e che sono state però davvero preziose e premurose. Mentre lui chiamava i carabinieri, lei ha memorizzato abbigliamento e aspetto dello scippatore ed è riuscita a tenere d’occhio i suoi movimenti». E proprio la donna ha permesso alla derubata di recuperare tutto quello che le era stato portato via, notandolo nascosto tra due auto in sosta nel parcheggio del cinema Astra.
Sentitosi ormai quasi in trappola, il ladro aveva svuotato la borsa per terra ma poi ha evidentemente preferito abbandonare tutto e darsela a gambe. Non prima però di aver fatto un «dispetto» alla sua vittima. «Ha sfilato lo slot porta Sim del telefono e ha spezzato in due la scheda. Chissà, forse per impedirmi di telefonare ai carabinieri». Ma gli uomini dell’Arma erano già stati allertati «in diretta» e il cerchio attorno allo scippatore si stringe sempre di più. «Nel portafogli c’erano pochi spiccioli e oltre al telefono, che sarebbe però stato bloccato subito, non c’era niente di valore. Probabilmente è rimasto deluso e ha lasciato lì tutto». Ormai passato il nervosismo per quanto subito, e tornata in bicicletta già ieri mattina, a 24 ore di distanza della disavventura restano la gratitudine per chi non si è girato dall’altra parte, dimostrandole solidarietà e dandole aiuto, e anche un consiglio per il ladro: «Siccome mi è sembrato che fosse giovane, spero per lui che questa sia stata una bravata occasionale e non un modo di vivere, perché così butterebbe solo via il suo futuro».
Chiara De Carli
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