Immigrati
Sono 866 gli extracomunitari richiedenti protezione internazionale ospitati nel territorio della provincia di Parma, secondo gli ultimi dati disponibili. Un numero destinato ad aumentare nelle prossime settimane, ma che intanto offre già lo spunto a riflessioni interessanti alla luce dei numeri, esposti nel grafico a fianco.
Il primo dato che balza all'occhio è che ben più della metà dei richiedenti protezione internazionale hanno trovato ospitalità nel comune di Parma: sono ben 509 su 866, infatti, gli stranieri che hanno trovato rifugio regolarmente in città, secondo il sistema di accoglienza regolarmente predisposto. Una percentuale che va molto oltre il rapporto della popolazione residente, visto che in città risiedono molto meno della metà dei 454mila abitanti complessivi dell'intera provincia. Ma è un numero facilmente spiegabile se si guarda alla distribuzione complessiva dei richiedenti protezione.
Osservando i numeri, infatti, si nota, che a dispetto degli appelli della Prefettura alla solidarietà territoriale la metà esatta dei comuni della Provincia, vale a dire 22 su 44, non ha nessun richiedente protezione ospitato al proprio interno. Fra questi, praticamente ci sono tutti i comuni della montagna: solo Bedonia, Berceto e Borgotaro, fra quelli con sede in Appennino hanno dato la disponibilità di posti all'interno del Sai, il cosiddetto Sistema di accoglienza diffusa (ex Sprar). Fra i comuni che spiccano per l'assenza di posti disponibili ci sono poi Langhirano, uno fra i più popolosi, e Torrile, che pure si trova al confine con il comune capoluogo.
Leggermente superiore è la disponibilità di posti nei cosiddetti Cas (Centri di accoglienza straordinaria), pensati per sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza oppure in alloggi e sistemazioni trovate di volta in volta dagli enti locali anche con accordi con privati e quelli previsti dal Sai: 406 quelli disponibili con quest'ultima modalità, 460 invece quelli nei Cas.
Per quanto riguarda i Cas, va sottolineato che sono presenti soltanto in 7 comuni su 44 e in 3 di questi (Noceto, Salsomaggiore e Sorbolo Mezzani) questi posti costituiscono l'unica modalità di accoglienza presente. Gli altri 4 comuni in cui sono presenti sono ovviamente Parma (che ha una disponibilità di 327 posti sul totale di 460), Colorno, Fontanellato e Traversetolo.
Parma a parte, i comuni più «accoglienti», vale a dire con il maggior numero di posti disponibili, sono Fidenza, con 44, tutti all'interno del sistema Sai, e Salsomaggiore con 40, questi invece tutti concentrati in un unico centro Cas, che è il secondo più grande del territorio dopo quello da 54 posti presente a Parma in via Sartori.
Da segnalare in positivo è sicuramente il caso di Berceto, che oltre a essere un comune di montagna ha anche una popolazione di «soli» 2.008 residenti: con i suoi 16 posti Sai è quello con il maggior rapporto di richiedenti protezione in rapporto alla popolazione. Per fare un esempio concreto, ha 5 posti in più di Borgotaro, che però ha ben 6.816 residenti e lo stesso numero di Sissa Trecasali, che di residenti ne conta 7.788. O, se si vuole prendere un altro esempio, a Collecchio, con 14.683 residenti, i posti «offerti» sono 23.
Sono tre le associazioni che gestiscono i posti nei cas del territorio: si tratta della San Cristoforo, del Codeal e di Betania, che ha però in gestione soltanto una struttura da 20 posti di sua proprietà nel comune di Traversetolo. E' il Codeal a fare la parte del leone, con tre centri a Noceto, e Salsomaggiore (dove costituiscono l'unica offerta di accoglienza del comune) e a Fontanellato e ben 30 nel comune di Parma. Va però sottolineato che soltanto in 6 casi questi centri superano le 10 persone accolte, con il «picco» di 54 in una struttura di via Sartori e molti luoghi dove si va invece da un minimo di 2 a un massimo di 8 persone. Per quanto riguarda la San Cristoforo, le due strutture più grandi si trovano nei comuni di Sorbolo, a Chiozzola, e a Colorno, con 20 e 19 richiedenti ospitati. A Parma, invece, gli alloggi Cas gestiti, ma con un massimo di 8 ospiti in viale Ildebrando Cocconi per un totale complessivo di 26 ospiti.
In chiusura, la «cartina» che esce dall'accoglienza dei richiedenti protezione è quella di una troppo scarsa diffusione nei comuni ma anche quella della non presenza di concentrazioni molto elevate di extracomunitari richiedenti protezione in uno stesso luogo, dato positivo soprattutto per la gestione di eventuali situazione critiche.
Gian Luca Zurlini
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