MOBILITA'
Dovevano essere un importante servizio aggiuntivo di autobus per alcune frazioni della città da sempre alle prese con la carenza di collegamenti con la città.
Ma i cosiddetti «week bus», presentati in pompa magna nello scorso mese di novembre in Piazza Garibaldi da Comune e Tep sono invece stati soppressi a pochi mesi dall'istituzione senza neppure darne alcuna comunicazione ufficiale ai cittadini.
A denunciare questo fatto è Pietro Vignali, capogruppo della lista che porta il suo nome: «L'ampliamento dei collegamenti del servizio di trasporto pubblico con le frazioni della città era stato un cavallo di battaglia del sindaco Guerra in campagna elettorale. E a novembre era stato fatto partire questo servizio, che poi è stato soppresso senza neppure spiegarne le ragioni», dice Vignali.
«Servizio poco funzionale»
E' lo stesso Vignali a indicare quali possono essere state le cause di questa «sparizione» del servizio. «Molto probabilmente la ragione è nello scarso utilizzo da parte dei cittadini. Ma il problema è stato provocato dagli orari delle corse che in pratica, quasi dovunque, erano di fatto dei doppioni a poca distanza di tempo delle corse dei bus di linea normali». Vignali cita anche esempi concreti: «Da tutte le frazioni coinvolte la partenza di questi bus era prevista al minuto 30. Ebbene, a Eia e Roncopascolo la corsa normale transita al minuto 22, a Vicofertile al minuto addirittura al minuto 27 e stessa cosa anche per le corse da Gaione, Vigatto e da Ravadese e Ugozzolo. In pratica, il “week bus” si trasformava in un doppione invece che in un servizio aggiuntivo».
Mancata spiegazione»
«In ogni caso, così come è stato annunciato al momento dell'istituzione, andava data - prosegue Vignali - informazione della sua soppressione o forse sospensione, perché di questo nulla è dato sapere, ai cittadini delle frazioni. Resta il fatto che sono state spese decine di migliaia di euro per un servizio durato pochi mesi e che ha davvero portato poche persone in più a usare i mezzi pubblici, a conferma di una Giunta che ama annunciare misure “spot” come quella dei “P-days”, ma difetta di concretezza nel calarle sulla realtà». Vignali conclude sottolineando che «ogni scelta in favore del servizio pubblico va salutata con favore, ma occorre meno demagogia e maggiore aderenza alle esigenze dei cittadini. E certamente questi soldi avrebbero potuto essere spesi meglio, magari anche per un servizio più mirato e utile ai residenti delle frazioni coinvolte».
Gian Luca Zurlini
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