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Protezione civile

Volontari in Romagna, il cuore oltre il fango e la polvere

Volontari in Romagna, il cuore oltre il fango e la polvere

25 Maggio 2023, 03:01

Sant'Agata sul Santerno In pochi giorni si è passati dall'inverno al sole feroce, dalla palude della devastazione al deserto desolato. Il fango asciugandosi o si trasforma in cemento, da aggredire con il rastrello più che con la pala, o diventa polvere. L'odore putrido che ristagna da giorni ora si rende visibile con questo pulviscolo giallo che ammorba i respiri: se non fosse per il caldo e la fame d'aria legata alla fatica, sarebbe da proteggersi con la mascherina. Come ai tempi del Covid, anche qui nel cono d'ombra di un'emergenza sanitaria: il rischio di gastroenteriti o infezioni di tetano si fa sempre più concreto. Tanto da consigliare la vaccinazione a chi trascorre le giornate nella melma venuta dai campi e dalla rete fognaria. Così, più ancora che di un piatto caldo, finito il turno si sogna la doccia.

Benvenuti, quindi i quattro container-bagni portati da via del Taglio alle Fiere di Faenza dai bilici della Croce rossa di Parma: ora sono otto in tutto. «Partiti alle 17, siamo arrivati dopo un paio d'ore e mezzo, per rientrare a mezzanotte - spiega Davide Michelotti della Cri -. Inoltre, quattro altri container li abbiamo consegnati a Sant'Agata: da magazzini per la cucina». Fermo (per manutenzione programmata) il Tir della Prociv, sono i bilici e i camion gru della Croce rossa a trasportare i carichi meno maneggevoli. Michelotti è passato dalla sabbia («In previsione della piena, ne avevo scaricato 32 bancali di sacchetti già pronti a Sant'Arcangelo di Romagna il 16 maggio») ai moduli «antipolvere», dopo aver trasportato, insieme con i suoi colleghi di solidarietà anche una grande tensostruttura che serve da mensa a Faenza.

A Faenza, la Croce rossa è in piazza del Popolo con un'ambulanza di supporto al 118 romagnolo, che non riesce a rispondere a tutte le richieste di soccorso. «Oltre che i servizi in città, copriamo le esigenze di chi si rivolge a noi per piccole medicazioni o anche per colpi di calore» spiega Maria Chiara Malpeli. Con la Cri, l'Anpas è intervenuta in forze con equipaggi di Parma, Piacenza e Reggio, per affiancare il 118 romagnolo stremato dall'emergenza (e anche colpito nei propri mezzi). Volontari parmigiani dell'Anpas sono impegnati anche in cucina a Forlì, a Faenza con una squadra «idraulica» e logistica e a Sant'Agata. Inoltre, un'ambulanza fuoristrada di Borgotaro ha appena sostituito un mezzo analogo di Traversetolo e presidia Modigliana, in montagna. In pianura si lotta con l'acqua, la polvere e il fango, in quota con le frane che hanno divorato le strade.

Maria Chiara ormai è veterana della Romagna. È stata tra i primi a servire caffè, the e merendine al Punto caldo del Centro operativo allestito in via Angiolina a Sant'Agata, poi preso in consegna dalla Pubblica di Parma. Uno dei fiori all'occhiello della Prociv di Parma, quel chiosco che distribuisce bevande calde e attenzioni umane. «Voi siete l'esempio delle persone»: con questo messaggio una bambina di Sant'Agata ha salutato Chiara. Ogni volontario porta con sé ringraziamenti di questo tipo, che ripagano della fatica e dei sacrifici, della polvere inghiottita. E anche del dolore condiviso.

Al di là dei sorrisi e dell'energia con la quale i romagnoli affrontano l'emergenza, le conseguenze della catastrofe si fanno sempre più sentire: le code al Punto d'ascolto con gli psicologi dell'Asl di Parma e della Regione si allungano di giorno in giorno. Spesso, durante i loro interventi, sono gli stessi volontari a dare sostegno agli abitanti. Già la loro presenza sortisce buoni effetti, ma ci sono casi estremi. Ieri la squadra del Seirs ha impiegato ore per liberare dal fango la villetta di una donna. «Disperata, lei non faceva che piangere» racconta Ines Seletti. La signora era in un'altra città al momento dell'alluvione: non ha vissuto lo choc dell'ondata, ma gliene è toccato un altro. La piena, oltre a invaderle la casa, le ha scardinato la cassaforte, mettendo fuori uso l'allarme collegato con la caserma dei carabinieri. All'interno, c'erano 60mila euro appena ereditati. Al suo arrivo, oltre alla villetta devastata, la donna ha ritrovato la cassaforte svuotata dagli sciacalli. Come se il fango del Santerno non bastasse: a contaminare la Romagna c'è anche quello della peggiore umanità.

Roberto Longoni

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