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IL CASO

San Leonardo, strade formato «gruviera»

San Leonardo, strade formato «gruviera»

di Gian Luca Zurlini

01 Giugno 2023, 03:01

Negli ultimi mesi il quartiere San Leonardo è spesso salito alla ribalta delle cronache cittadine per le episodi di microcriminalità e per la mancanza di sicurrezza lamentata dai residenti. Ma, a fianco di questo problema, ce n'è un altro, ormai annoso, e che riguarda lo stato a dir poco precario di buona parte delle strade e dei marciapiedi di questo popoloso quartiere.

Scavi mal riparati
La situazione riguarda praticamente la quasi totalità delle strade interne, ma anche alcune di quelle di maggior transito del comparto compreso fra la ferrovia Milano-Bologna, viale Europa, la tangenziale e via Trieste. Quasi ovunque, infatti, l'asfalto si presenta dissestato. Ma la cosa peggiore è che buche e avvallamenti sono in gran parte dovuti a scavi stradali invasivi (per la maggior parte per le tubature del teleriscaldamento) che sono poi stati rappezzati in modo provvisorio senza che poi si sia mai intervenuti successivamente da parte delle aziende per conto delle quali i lavori sono stati effettuati. Il risultato è una doppia beffa a danno dei cittadini che, al danno di fare i conti da anni con strade «disastrate» sommano quello di dover di fatto ripagare questi interventi con le proprie tasse, visto che a questo punto sarà il Comune a doverle riasfaltare a proprie spese.

Percorsi «a ostacoli»
Come le foto in pagina, realizzate qualche giorno fa, mostrano in modo eloquente, purtroppo non c'è che l'imbarazzo della scelta per trovare veri e propri «percorsi a ostacoli», dove chi viaggia in scooter rischia di cadere e chi è in auto comunque rischia quasi il mal di mare, visti gli avvallamenti.

Le strade da rifare
Fra le principali vie di attraversamento del quartiere in pratica le uniche a salvarsi sono via Trento e via Trieste (rifatte integralmente in modo perfetto dopo che erano state rifatte tutte le tubature sotterranee) e viale Europa. Per il resto, via Venezia, nel tratto da via Trento a fino via Cuneo è costellata di «pezze», via Palermo è ridotta a un «mosaico» di diversi asfalti che si sono sommati dopo i tanti scavi degli ultimi 10 anni, via San Leonardo mostra i segni del cantiere di qualche anno fa e anche via Paradigna non sta molto meglio.

Buche vicino alle scuole
San Leonardo ha una buona dotazione di istituti scolastici. Purtroppo, però, le strade su cui si affacciano sono tutte in condizioni pessime. In via Milano percorrere i marciapiedi è quasi un azzardo, via Cuneo, nonostante l'entrata e l'uscita quotidiana di centinaia di alunni, non è stata mai riasfaltata in modo adeguato dopo la posa delle tubature per il teleriscaldamento a servizio della scuola. E per quanto riguarda la «Micheli», il vicino piazzale Salsi, oltre a un'area verde di fatto quasi abbandonata a se stessa, è circondato da strade con un «asfalto gruviera», con via Genova, via Valenti e la stessa via Micheli che sono un esempio negativo di mancata manutenzione.

Ex Stu Pasubio
Cambiando zona del quartiere, la situazione. L'ex Stu Pasubio, dove è quasi completata la riqualificazione dell'ex Csac, ha da una parte via Palermo dissestata e dall'altra via Pasubio che è una specie di “Camel Trophy” da quando sono stati fatti, ormai più di 5 anni fa, scavi importanti.

Via Chiesi e via Firenze
Il panorama non cambia neppure dove ha la propria sede storica la Chiesi, dove ogni giorno si recano al lavoro centinaia di dipendenti. Via Chiesi, via Firenze e via Bologna sono costellate di «pezze» che si sono sovrapposte senza che sia mai intervenuta una riasfaltatura completa dopo i cantieri che si sono succeduti nel corso degli anni. E anche qui i marciapiedi, che pure sarebbero di buone dimensioni, sono in condizioni precarie.

Degrado decennale
L'elenco potrebbe continuare anche con altre strade (ad esempio via Marmolada, via Doberdò, via Ildebrando Cocconi e via Strobel). Ma quello che balza all'occhio è la precaria manutenzione complessiva delle strade che in questo quartiere ha una concentrazione molto più alta che in altre zone della città. E che meriterebbe dunque un «piano straordinario» di ripristino in tempi ristretti.

Gian Luca Zurlini

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