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Emergenze

Terremoti, alluvioni e frane: i Comuni spendono 1,2 milioni

Terremoti, alluvioni e frane: i Comuni spendono 1,2 milioni

04 Giugno 2023, 03:01

C'è chi fa tutto da solo e chi invece si muove in gruppo attraverso le Unioni, ma l'obiettivo è sempre quello: provare a mettere il territorio al riparo delle emergenze. A livello provinciale, quanto spendono i Comuni del Parmense per la Protezione civile? Stando ai dati di Openpolis sui bilanci consuntivi 2021, le 44 amministrazioni comunali stanziano un totale di 1,3 milioni di euro. Ma attenzione: il dato non tiene conto di quanto stanziano i vari Comuni per le Unioni di cui fanno parte. A complicare il quadro interviene un'altra variabile: ci sono Comuni che non delegano alla propria Unione la gestione dei volontari ed altre amministrazioni che a bilancio inseriscono anche i finanziamenti per gli interventi di somma urgenza.

La montagna in testa

In assoluto, Parma è il Comune che spende di più: qui la Protezione civile ha anche la sede del Comitato provinciale. A guidare la classifica della spesa pro capite è invece il piccolo comune montano di Albareto, che spende più del doppio di Neviano, secondo classificato, e cinque volte più di Varsi, in terza posizione. «Non è facile mantenere in sicurezza un territorio montano come il nostro, ma grazie ai numerosi finanziamenti regionali siamo riusciti a realizzare diversi interventi, ad esempio sul Gotra e sul Taro, che ci hanno permesso di non avere problemi lungo i corsi d'acqua nonostante le forti piogge», afferma Davide Riccoboni, sindaco di Albareto, uno di quei Comuni che non fa parte di un'Unione.

«Noi facciamo parte dell'Unione montana Parma est, ma abbiamo investito come Comune per realizzare la sede del Centro operativo comunale. Abbiamo anche predisposto aree per l'atterraggio dell'elisoccorso e abbiamo edifici, come la nuova palestra, progettati per accogliere la popolazione in caso di emergenza», assicura Raffaella Devincenzi, sindaco di Neviano.

«Abbiamo costituito un gruppo di Protezione civile che può contare su 42-43 volontari addestrati. Nei giorni scorsi erano a Parma a preparare sacchetti di sabbia per la Romagna, mentre abbiamo mandato due squadre nel Ravennate». Angelo Peracchi, primo cittadino di Varsi, è orgoglioso del lavoro dei suoi volontari. «Come pubblica assistenza abbiamo oltre cento volontari operativi che riescono a garantire l'automedica su un territorio vasto. Anche se a Varsi siamo in quattro gatti cerchiamo di dare il nostro contributo».

I Comuni e lo zero fantasma

Stando alle indagini di Openpolis, nel Parmense ci sono sei Comuni che a bilancio non hanno speso nemmeno un euro per la Protezione civile. Questo non significa che sia zero la cifra stanziata per il sistema delle emergenze. Questo è uno «zero fantasma». Ci sono infatti diversi enti (Collecchio, Pellegrino, Tornolo, Monchio e Polesine Zibello) che fanno parte di un'Unione di Comuni. Cosa significa? Se l'amministrazione comunale ha deciso di delegare all'Unione la Protezione civile, tutte le spese per i volontari non saranno nel bilancio del singolo Comune, ma in quello dell'Unione a cui aderisce.

«Noi, sulla Protezione civile, lavoriamo come Unione montana Appennino Parma est, non abbiamo un gruppo di volontari solo per il nostro paese», chiarisce Claudio Riani, sindaco di Monchio, uno dei Comuni che a bilancio ha zero euro, ma che nell'Unione ha contribuito a comprare indumenti e radio.

Maristella Galli, sindaco di Collecchio (il cui Comune fa parte dell'Unione Pedemontana) ricorda che il riepilogo delle spese di Protezione civile per la Pedemontana ammonta a 91.753,27 euro, stando al rendiconto 2021. Cifre a cui aggiungere poco meno di 1,5 milioni, derivanti da finanziamenti extra comunali, e destinati alla sicurezza idrogeologica.

Pierluigi Dallapina

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