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Rifiuti, la Commissione Ue promuove il modello Parma. E in centro arriva il bidoncino per il «residuo»

Rifiuti, la Commissione Ue promuove il modello Parma. E in centro arriva il bidoncino per il «residuo»

11 Giugno 2023, 03:01

Raccolta differenziata porta a porta e tariffa puntuale: per la Commissione europea la gestione dei rifiuti a Parma è un modello da seguire - l'altra città italiana presa ad esempio è Milano - perché «in soli quattro anni ha aumentato la percentuale di raccolta differenziata dal 48,5% al 72% e ha diminuito del 15% la produzione di rifiuti». Così è scritto nel rapporto della Commissione dedicato ai progressi della raccolta differenziata in Italia.

Gianluca Borghi, assessore all'Ambiente e alla Mobilità, gestisce un sistema avviato nel 2012 che ha permesso di raggiungere «una delle più ridotte produzioni di rifiuto residuo in Italia, sotto i 100 chili per abitante» è un'alta percentuale di raccolta differenziata, «l'82% è il dato ormai consolidato».

L'assessore però sa che le critiche non mancano, ed è a partire dai punti deboli che annuncia alcuni cambi di rotta. «I sacchi dell'indifferenziato creano molti problemi, per questo stiamo pensando ad un ritorno, in via sperimentale, del bidoncino per l'indifferenziato in centro storico. L'obiettivo è di garantire maggiore decoro». E a proposito di decoro, Borghi assicura che il Comune sta definendo con Iren un aumento dei passaggi in centro per la raccolta dei rifiuti dei negozi e dei ristoranti e «più lavaggi delle strade e disinfezione».

Non è finita. «È in corso di progettazione in zona Lubiana-San Lazzaro il sesto centro di raccolta differenziata. Il centro dovrebbe essere pronto entro la fine del 2024».

L'assessore poi ricorda che stanno arrivando i primi risultati concreti in merito al «recupero e al reimpiego di varie tipologie di rifiuti delle imprese edili». E poi aggiunge: «Va ricordata l’azione avviata sul recupero del Pet con il consorzio nazionale Coripet». A breve poi partirà «il servizio di ritiro gratuito a domicilio degli abiti usati in centro storico con la cooperativa Emc2, un servizio che mira alla riduzione della produzione di rifiuti».

Il Comune ha anche chiesto fondi del Pnrr (si tratta di una candidatura) per un progetto pilota a livello nazionale volto alla costruzione di «un impianto di recupero di materiali assorbenti, pannolini e pannoloni, che rappresentano il 30% del rifiuto residuo oggi avviato a termovalorizzione, pari a circa 6000 tonnellato all'anno». L'impianto, se sarà finanziato, sorgerà nel polo ambientale di Ugozzolo e costerà 14 milioni di euro. «Stiamo lavorando seriamente sulla prevenzione della produzione dei rifiuti e sulla definizione di processi che consentano il recupero delle frazioni più difficili da riciclare».

Pierluigi Dallapina

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