Magnani
«Egli sente, sente giusto. Ragiona poco, ma fa tanto!» Questa frase di Giuseppe Verdi descrive alla perfezione Gerolamo Magnani: l’artista decoratore di teatri e grande scenografo dell’Ottocento che il Cigno giudicava «il primo d’Italia» e che volle accanto a sé per le sue più importanti realizzazioni; un autore straordinario di illusioni ottiche e di ambienti favolosi. Uno di questi sarà protagonista del prossimo «Festival Verdi» a Fidenza: la «Camera dipinta» del teatro borghigiano che oggi porta il suo nome.
Si tratta di uno scenario straordinario, a riprodurre una sala da ballo, che il consiglio comunale fece realizzare a Magnani per ospitare il gran ballo di carnevale, con la motivazione che fosse proprio il carnevale l’unico divertimento rimasto alla cittadinanza. L’incarico per l’opera venne deliberato nel 1871 quando il consiglio comunale autorizzò la costruzione di una «Sala parapettata» sul palcoscenico.
«La camera acustica – dice l’assessore Maria Pia Bariggi – commissionata dieci anni dopo l’inaugurazione ufficiale del teatro, ha le caratteristiche di una “scena parapettata”, termine proprio della scenotecnica, che sottende l’insieme di fianchi collegati tra loro da un telaio, in modo da chiudere completamente i tre lati e spesso concluso da un plafone. Sicuramente venne utilizzata per i due veglioni proposti nel decennale del teatro, che fu festeggiato con l’opera “La contessa D’Altemberg” appositamente composta dal maestro Giovanni Rossi, e ancora negli anni seguenti poiché, come aveva scritto nella sua relazione al Consiglio comunale il sindaco Giuseppe Chiarpa nella seduta del 10 gennaio 1871, alla tradizione dei veglioni era molto affezionata la popolazione che “vi accorreva sempre numerosissima”. Le tele risultano essere state utilizzate fino alla fine degli anni Cinquanta come fondale per l’attività concertistica. La danza è il tema iconografico prevalente. Sul plafone, lo stemma di Borgo San Donnino ripreso ai quattro angoli della copertura. La camera acustica, recentemente riscoperta e sottoposta a un attento restauro, eseguito da Pietro Tranchina e dai suoi collaboratori grazie al contributo della Fondazione Cariparma, sarà allestita sul palcoscenico del “Magnani” per tutta la durata del “Festival Verdi” 2023».
Egidio Bandini
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