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L'intervista

Il presidente della Federvolley Manfredi: «Belle e vincenti, le nostre Nazionali trainano il movimento»

Il presidente della Federvolley Manfredi: «Belle e vincenti, le nostre Nazionali trainano il movimento»

28 Agosto 2023, 03:01

I campioni d'Europa (e del mondo) in carica pronti a difendere scettro e corona. Per gli azzurri di Fefè De Giorgi è il giorno del debutto nella rassegna continentale: la gara inaugurale del Campionato europeo si gioca a poca distanza da casa nostra, questa sera (alle 21,15), alla Unipol Arena di Bologna. Avversario: il Belgio. «Non siamo abituati a nasconderci: l'Italia ha due Nazionali, maschile e femminile, competitive» afferma alla «Gazzetta di Parma» il presidente nazionale della Federvolley, Giuseppe Manfredi. «La vittoria finale, certo, dipende da tanti fattori. Le aspettative, però, sono alte: di sicuro vogliamo arrivare a giocarci una medaglia. Siamo felici di aver portato la Nazionale a Bologna: con la Regione Emilia-Romagna abbiamo avviato un percorso proficuo, questa è una terra dove la tradizione pallavolistica è fortemente radicata».

Vi aspettate quindi un altro pienone, come già avvenuto all'Arena di Verona, a Monza, Torino e Firenze con le azzurre?

«Abbiamo registrato il sold out dappertutto. All'Arena di Verona, poi, è stato uno spettacolo senza precedenti, considerato il contesto. Ma anche a Monza, Torino e Firenze l'entusiasmo del pubblico è stato coinvolgente e ha letteralmente trascinato le nostre ragazze».

Uno splendido spot per la pallavolo italiana, no?

«L'interesse della gente c'è. Ed è questa la leva che bisogna azionare: riempire il più possibile i palazzetti, dare la possibilità ai giovani, alle famiglie, agli appassionati di questa disciplina, di seguire le nostre nazionali partecipando ad eventi di altissimo livello, che lascino un ricordo che vada oltre quello sportivo».

Presidente, quanto le nazionali che vincono possono rappresentare una locomotiva in grado di trainare il movimento?

«La risposta è contenuta nei dati. Lo scorso anno abbiamo vinto il Mondiale maschile e la VNL femminile: bene, i numeri dei tesserati si sono stabilizzati verso l'alto, addirittura superando i livelli pre Covid. Le nostre società, in tutto il territorio, godono di un ottimo stato di salute per quanto concerne la base partecipativa, sia fra i ragazzi che fra le ragazze».

È il segno indubbiamente anche dell'ottimo lavoro dei Comitati territoriali?

«Certamente: io li seguo tutti, con grande attenzione. Anche quello di Parma, guidato dal presidente Cesare Gandolfi: i riscontri, in termini di promozione della pallavolo e di crescita, che mi arrivano da quel territorio sono molto positivi. Continuiamo a lavorare così, in piena sinergia e in maniera costruttiva».

Due Campionati europei, quello femminile e l'altro maschile che sta per iniziare, organizzati in Italia praticamente in contemporanea: che cosa significa?

«Che abbiamo una struttura solida ed efficiente, ampiamente riconosciuta dai nostri interlocutori internazionali. Dicono tutti che la nostra Federazione sia la migliore: sono complimenti che incassiamo con piacere, abbiamo acquisito credibilità. Da questi attestati di stima e di fiducia, dobbiamo ricavare ulteriori energie. Parlavamo prima del ruolo dei Comitati territoriali: le loro capacità sono emerse chiaramente in queste settimane. In giro ho visto tanti ragazzi, volontari, lavorare col sorriso sulle labbra: è un altro elemento che infonde fiducia per il futuro».

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