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IL CASO

«Ha un cane nell'auto!» Disabile rincorsa e cacciata dalla Villetta

«Ha un cane nell'auto!» Disabile rincorsa e cacciata dalla Villetta

05 Settembre 2023, 03:01

Lei è Patty e non può entrare al cimitero. Mica sulle sue quattro zampe, ma nemmeno in macchina, seduta sul sedile posteriore e tenuta al guinzaglio. Chissà cosa potrà fare di male al campo santo questa anzianotta meticcia venuta dal Sud che ha paura di tutti?

Patty è arrivata a Parma un anno fa. E certo per lei la vita non è stata facile. Ma ora ha trovato un'amica con cui condividere gli ultimi anni della sua vita. «Sì - risponde Elena -, dopo la morte del mio cocker che aveva 16 anni non volevo più avere un cane proprio per il dolore che ho provato. Ma quando in rete ho visto Patty, 14 anni e tutta sola e triste a Bari, l'ho presa. Così è arrivata per staffetta».

Elena è una signora invalida, perché tempo fa ha avuto un incidente. E come fa di solito giovedì mattina è andata al cimitero della Villetta con la madre quasi novantenne per portare un pensiero al papà e alla zia. Ma è stata cacciata fuori. Il motivo? Un cane in macchina.

«È successo giovedì mattina intorno alle 10,30 - spiega la signora Elena -. Come al solito vado al cimitero con mia madre e da sempre accompagnata dal cagnolino: prima era Gilda ora c'è Patty. Avendo il permesso invalidi entro direttamente in macchina. All'ingresso del cimitero monumentale della Villetta le due custodi mi fanno i soliti controlli. Davanti io e mia madre, dietro Patty con il guinzaglio e che non sarebbe mai scesa dall'auto, perché mi fermo solo per portare un fiore a mio padre e a mia zia. Poi me ne vado subito. Ma a un certo punto mentre raggiungevo la tomba di famiglia sono stata raggiunta da una delle due custodi con la loro macchinina: "Signora, ha un cane in macchina", mi ha detto. "Non può entrare con un cane in macchina. è assolutamente vietato". Io le ho risposto che come al solito il cane non sarebbe sceso e che sono anni che me lo porto, prima Gilda e poi Patty. Lei mi ha offerto di tenerlo con sé, ma io le ho risposto che si trattava di un meticcio anziano molto traumatizzato per tutto quello che poverina aveva passato. E che è terrorizzata dall'abbandono: basta dire che non riesco nemmeno nemmeno a fare la spesa senza di lei, perché piange. Per cui me la porto ovunque, al supermercato, al ristorante, al bar e persino in farmacia. Se la lascio sola un attimo dopo tutto quello che ha passato soffre tanto: è molto riconoscente con me e mia madre che l'abbiamo presa in famiglia, fin da subito. E nonostante sia solo un anno di convivenza ci riempie di affetto e dolcezza».

Ma torniamo a giovedì. Cosa è successo, quindi? «Che sono dovuta uscire dal cimitero - continua la signora Elena -. E non ho potuto portare i due vasi di fiori che avevo preparato per mio padre e mia zia. Perché Patty proprio non poteva entrare, nonostante rimanesse in macchina e pure al guinzaglio. Ma io chiedo: c'è un'ordinanza che vieta l'ingresso agli animali nei cimiteri? Non dico liberi, ma in auto e pure legati? Io non l'ho mai letta e sinceramente non ne capisco nemmeno il significato».

E pensare che ci sono non solo cani ma pure gatti che dopo la scomparsa del padrone vanno a riposare sulla tomba, perché il legame che si crea è talmente forte che supera la soglia della morte: dal distacco non mangiano nemmeno più e si lasciano spegnere giorno per giorno. E Patty poi, così indifesa e impaurita, quale guaio avrebbe potuto creare in 15 minuti seduta sul sedile posteriore dell'auto della sua «grande» amica? L'insostenibile leggerezza della burocrazia. E chissà che un giorno Patty e tutti i suoi amici a quattro zampe potranno nel rispetto di tutte le regole del caso entrare in un cimitero? Perché anche per loro è importante stare vicino a chi gli ha dato un nome, una casa e un abbraccio.

Mara Varoli

© Riproduzione riservata

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