Mercanteinfiera
I reality in cui vengono scoperti importanti oggetti del passato fra scantinati e garage, vanno sempre più di moda. Ma a Mercanteinfiera è tutta realtà: indagando fra mercanti e antiquari si possono scovare oggetti incredibili che permettono di capire quanto la fiera dell’antiquariato e modernariato sia divenuta internazionale e quante sorprese riserva.
Ecco quindi un breve viaggio fra storie vere di alcuni addetti ai lavori.
Lo stile ora si fa nuovo
Oggetti per l’illuminazione dei migliori designer anni ’50 e riproduzioni da vecchi disegni è quanto propone Arte Design Antiquariato di Gigi Rossi. «È difficile trovare pezzi importanti - dice Gigi Rossi - perché stiamo parlando di oggetti che solo famiglie benestanti e amanti dell’innovazione potevano acquistare in un periodo in cui l’Italia non era così ricca».
Vista la richiesta in costante aumento, Gigi Rossi ha iniziato a disegnare e produrre oggetti andando a pescare gli artigiani che forgiavano quei pezzi non ancora imitati degli anni ‘50 e disegni originali dell’epoca. Ha iniziato a produrre anche divani su vecchi disegni, con particolari come i piedi in ottone angolati, tipici del periodo. «Proponiamo ai professionisti, perlopiù architetti - prosegue Rossi - oggetti che possono essere replicabili e personalizzabili nel colore, per esempio nell’arredamento di un albergo dove occorre un certo numero di pezzi particolari e dove serve un abbinamento di colore con il resto dell’arredamento. Ovviamente abbiamo rapporti chiari e definiamo subito quali oggetti sono vintage originali, di grandi stilisti, e quali sono di nuova produzione. La differenza è anche nel prezzo».
Il fascino inglese
Il Chesterfield è il divano inglese più famoso al mondo: prodotto dalla metà del 1700, in pelle, con lo schienale alto quanto i braccioli e impunturato con grandi bottoni che caratterizzano il design. Gianluca Liubich, dell’omonima casa d’aste, li raccoglie da alberghi e club inglesi da anni e li prepara per la vendita. «Sono un'icona inglese - spiega - I colori più importanti sono Oak’s blood (marrone rossiccio, ndr) e il verde inglese. Il fascino sta nella pelle di grande qualità che ha raggiunto il giusto punto di usura. Li acquistano studi professionali, architetti e privati. Siamo molto conosciuti anche per le casseforti antiche, poi mi sono imbattuto in alcune auto meravigliose come una Jowett degli anni ‘20 e una Morris dello stesso periodo che ha anche gli accessori originali: una pipa smontabile, il portafiammiferi e il portacenere nel cruscotto».
Il richiamo delle pietre
In esposizione tanti oggetti di pietra, dalle statue votive a vasche, pozzi e camini. Antonio Meneghello di Bassano del Grappa è il filosofo della pietra, è antiquario da 40 anni e racconta quel richiamo sentito tanti anni fa. «Non so perché mi piace la pietra, ma è così - dice - Sempre più spesso architetti e appassionati di arredamento amano inserire le pietre da esterno nell’arredamento moderno, anche per interni. La mente umana è sempre in cerca di novità. Il nostro scopo è tradurre il denaro in bellezza, non ci sono altre linee guida».
Diversi pezzi di Meneghello sono finiti in arredamenti importanti ritratti su riviste di settore come AD, anche fuori Italia. Stando ai suoi consigli, l’arredamento sta tornando a linee minimali e semplici, all’accostamento fra moderno e antico quasi a sembrare arcaico, ma con grande attenzione nell’inserimento di alcuni pezzi di pregio che creino stupore nell’osservatore.
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