TRIBUNALE
Sissa Trecasali Che le avrebbe spaccato la faccia, gliel'aveva anche detto. Più che una minaccia, una promessa: perché alla fine il «gentiluomo» alla convivente ha davvero ferito il labbro e fatto saltare un dente, dopo averle rotto un timpano con un ceffone ancora prima o averla stretta al collo fino a farle mancare il respiro per la lite per un maglione rovinato. Ultima tappa di un rapporto che per oltre un anno era stato un inferno, destinato a concludersi con uno strascico in tribunale: ieri, il 31enne sissese accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni davanti al Gup ha patteggiato quattro anni di reclusione.
Difficile stabilire se a fare da «acceleratore» sia stata più la gelosia o la droga della quale, secondo una prima ricostruzione, l'imputato avrebbe fatto largo uso. Già nell'inverno tra il 2019 e il 2020 sembra che la relazione avesse preso una brutta piega. Stando alle accuse, lui era pronto a stroncare tutto quanto facesse in casa la convivente di cinque anni più giovane. Ma peggio ancora andava quando lei di casa usciva. Il compagno continuava a chiedere che la ragazza inviasse foto delle persone con le quali stava o del luogo.
Gli altri non potevano che essere preoccupati per questa situazione. Un amico le scrisse per dirglielo: e lei si prese uno schiaffo dal compagno infuriato per il messaggio. La botta fu tale da stendere a terra la giovane, che nella caduta si ferì al mento e svenne. Un'altra volta, a farla rovinare sul marciapiede fu uno spintone assestato dall'altro mentre lei era al telefono a pochi passi da casa. Prima che la ragazza potesse rialzarsi, lui le sferrò un pugno al petto, accusandola di essere una poco di buono (con parole più dirette). Concetti ripetuti la sera che lui le strappò di dosso la minigonna con la quale lei stava uscendo. La giovane uscì lo stesso, indossando altro, evitando di raccontargli che con le amiche ci fosse anche l'amico. L'altro la pedinò e al rientro furono ancora botte. L'ultimo schiaffo, fu per strada, tre mesi dopo che lei lo aveva lasciato. Oltre che con la legge, ora il giovane sta patteggiando con sé stesso, seguendo il corso del Centro di ascolto uomini maltrattanti. Sembra lo faccia in modo proficuo.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata